Presidente Stucchi, la possibilità che alla guida del
Nucleo per la Sicurezza Cibernetica venga nominato Marco Carrai, vecchio amico
del Premier Renzi, allarma il mondo politico. Lei cosa ne pensa?"Sarebbe difficile giustificare sul piano della
logica e delle opportunità una scelta basata prioritariamente sull'amicizia
personale. Certamente se pensiamo agli attacchi che vengono portati a strutture
strategiche utilizzando la rete, ai
grandi movimenti di denaro, che oggi avvengono premendo il tasto di un
computer, alla verifica di tutti quei
traffici che su internet sono molto
redditizi ma veramente aberranti, si può
avere un’idea di quanto sia importante per un Paese la sicurezza cibernetica. Oggi il governo vuole dare attuazione alle
disposizioni del Decreto Monti del Gennaio 2013. Questo peró deve essere fatto
avvalendosi di soggetti in possesso di competenze specifiche, di alto livello,
che hanno solo determinate persone da anni attive nel comparto. Per fortuna da
alcuni anni i nostri servizi, Aise e Aisi, seguendo delle precise direttive, si
occupano anche di questo". Quindi affidare
un incarico così delicato ad un manager che si occupa con una sua società di sua proprietà di sicurezza informatica
significherebbe in sostanza privatizzare un settore strategico e quanto mai
sensibile dell'apparato statale che già funziona?"È uno dei possibili
pericoli. Per questo bisogna essere molto vigili. Diciamo che al di là della
persona, bisognerà vedere cosa andrà a fare, se dovesse essere chiamato". Ma mettere tutte le attività di sicurezza
sotto il controllo della Presidenza del Consiglio, non va contro lo spirito
della Riforma che ha dato vita al Copasir, dopo le deviazioni e gli scandali del passato?"La
riorganizzazione del 2007 ha permesso di
avere una struttura snella, agevole, efficace, che ha funzionato a prescindere
da momenti di “debolezza”, magari molto marcata, degli esecutivi che guidavano il Paese. Nessun governo,
quindi, può prescindere dalla necessità di avere persone forti, preparate e qualificate tra i soggetti
che guidano i Servizi nelle posizioni apicali. La scelta del Governo però non
va contro la 124/2007 ma ne attua un pezzo disciplinato da un DPCM di Monti del
2014. Il problema sarà vedere come questo avverrà. Per ora il Comitato non ha
ancora avuto informazioni specifiche in merito." Ma comunque vi occuperete del caso Carrai? "Nel rispetto delle sue prerogative il
Copasir, se la cosa dovesse concretizzarsi sotto una forma che evidenzi profili
di propria competenza, assumerà le decisioni che riterrò più opportune. Per ora in via preventiva abbiamo deciso di
affrontare il tema nelle prossime riunioni."Fra poco tempo verranno
pensionati e sostituiti anche i vertici di Polizia, Guardia di Finanza e AISI,
l'agenzia per la sicurezza interna. Non c'è il rischio di una eccessiva
concentrazione di potere nelle mani del Premier Renzi?"Per le posizioni
apicali di tutti questi organismi la scelta tocca al governo. Ma il punto è che
su queste scelte, proprio per la loro natura delicata, ci deve essere una
consultazione con le opposizioni. Consultazione non trattativa o, peggio,
spartizione. Perché i prescelti devono godere della massima fiducia e stima
derivanti da quanto hanno dimostrato di saper fare."Attualmente Forza Italia non è presente nel COPASIR e rivendica una
rappresentanza. Lei è d'accordo? "Sul piano politico e istituzionale è
giusto che tutti i gruppi parlamentari abbiano il loro rappresentante in seno
al Copasir. Sul piano prettamente regolamentare auspico che il governo trovi al
più presto una soluzione al problema."
giovedì 21 gennaio 2016
lunedì 18 gennaio 2016
LA PROVINCIA DI VARESE - 18/01/16 - "LA NOSTRA OPERA CONTRO IL TERRORISMO. LA NOSTRA COERENZA CONTRO IL GOVERNO
Leghista, 46 anni, è il Presidente del Copasir. "Attenzione: anche l'Italia è a rischio attentati. la nostra Intelligence ha bisogno di più risorse. Siamo l'unico movimento che contrasta Renzi.
1)Ci lasciamo alle spalle un anno di terrore. Ma anche il 2016
è cominciato all'insegna del sangue: dalla Turchia all'Indonesia fino a Burkina
Faso. L'Italia è fuori dalla rotta del terrorismo? No, non sarei così perentorio. Sbaglia chi dice cjhe accadrà
sicuramente qualcosa, sbaglia chi dice che non accadrà nulla. La minaccia è
concreta, solida significativa: dobbiamo lavorare sodo per impedire che diventi
cronaca di sangue nelle nostre città, tra la nostra gente. Non ne sentiamo
proprio il bisogno soffriamo abbastanza nel vedere ciò che accade altrove. Parigi
è a un passo da noi, non dimentichiamolo.
2)Già, Parigi. Come si spiega l'accanimento terroristico
contro la Francia? Faccio spesso l'esempio della "Torre Eiffel": in
Francia gli immigrati arrivano credendo di essere in credito nei confronti
dell'Europa, si aspettano di andare a vivere sugli Champs Elisees, ma poi
finiscono nelle banlieue e lì si accorgono di vivere peggio di prima. Questo provoca
rabbia e genera una violenta ostilità verso il Paese che li ospita.
3)Lei si è detto convinto che l'Italia in caso di
bombardamenti all'ISIS in Iraq e Siria rischierebbe grosso.
Mi pare che l'ultimo video di al Qaeda con nuove minacce
all'Italia vada in tal senso. Quando i terroristi dicono: "Voi italiani vi
morderete le mani pentendovi di essere entrati in Libia e ne sarete umiliati. Avete
occupato tripoli e ve ne pentirete" lanciano un messaggio chiaro e forte. Un
messaggio di vendetta. Guai a snobbare il delirio dei terroristi.
4)Lei è a capo del Copasir. A voi si chiede un lavoro di
prevenzione. Servizi segreti al lavoro da tempo?
Garantisco sullo sforzo della nostra intelligence per
prevenire ogni situazione di rischio. Naturalmente lavorare per prevenire non
vuol dire sventare ogni rischio. Peraltro ritengo che la minaccia vera sia
rappresentata dai cosiddetti "lupi solitari", sganciati
strategicamente dalla galassia globale, ma pronti ad attivarsi in modo
autonomo, pronti a colpire. E', come dire, un terrorismo molecolare difficile
da monitorare, imprevedibile. Ed è quindi un lavoro immane svolgere i necessari
controlli.
5)La sento più prudente del ministro Alfano...
Sono prudente per natura ma è indubbio che l'Italia è
particolarmente attrattiva: ciò è dovuto alla presenza nel nostro paese di
importanti punti di riferimento della religione cristiana. In tal senso i
cosiddetti obiettivi sensibili non mancano.
6)Il nodo rovente del terrorismo viene spesso associato al
fenomeno dell'immigrazione. Lei condivide?
Più aumenta il numero degli immigrati e più cresce la
difficoltà nell'effettuare controlli. Se l'arrivo di un numero limitato di
migranti garantisce il controllo della loro identità, e quindi l'individuazione
di eventuali criminali, l'arrivo in massa di tanti individui nello stesso
giorno complica questo lavoro, e fa diminuire il livello di certezza.
7)Ricordo la sua provocazione dello scorso anno: mettere su Facebook
i numeri delle prefetture italiane. Con un suggerimento: "chiamatele per
avere risposte sui clandestini".
La prefettura dovrebbe essere al servizio dei cittadini che
pagano le tasse. E' un loro diritto sapere chi accogliamo, dove, quando e per
quanto tempo e quanti soldi sono sottratti al territorio per ospitare i
clandestini.
8)Ma che cosa si potrebbe fare per controllare la gestione
delle frontiere?
Bisogna assolutamente fermare gli sbarchi, impedendo le
partenze dalla Libia. Perchè se è vero che è difficile che il barcone venga
utilizzato come strumento per raggiungere l'Europa il discorso è diverso se
parliamo invece di terroristi con una preparazione limitata, su cui le
organizzazioni terroristiche hanno investito poco, al momento quella dei
barconi non è una vera e propria minaccia. Diciamo che mi preoccupa molto di più
la rotta balcanica. Transita anche attraverso paesi dove l'Islam è ben
radicato. La rotta balcanica è la più pericolosa.
9)E che mi dice degli italiani che partono verso la Siria o
l'Iraq per aderire all'Isis?
Il fenomeno esiste. Il numero viene aggiornato
settimanalmente. Per quanto riguarda i cittadini italiani, dunque persone con il
passaporto italiano, il numero dei foreign fighters è molto al di sotto delle
cento unità. Non tanti, ma neppure pochi....
10)I ministri degli interni europei hanno raggiunto un accordo
per la condivisione dei dati dei passeggeri aerei in entrate e in uscita
dall'Ue. Nomi, contatti e carte di credito saranno a disposizione
dell'intelligence di tutti i paesi europei per sei mesi e verranno conservati
per 4 anni e mezzo, una misura efficace?
Per noi l'importante è accedere alle liste di passeggeri,
perchè se ci sono segnali che un soggetto non può volare, ad esempio, sui cieli
francesi o tedeschi è giusto che anche l'Italia lo sappia per impediglierlo, se
è il caso.
11)Da una recente indagine Eurispes è emerso che i cittadini
italiani si fidano della nostra intelligence. Fanno bene?
Certo. Ma guai a cullarsi sulle statistiche. All'intelligence
servono più risorse, sia umane sia tecnologiche: non si fanno intercettazioni
con la lettera 22 Olivetti, quando dall'altra parte abbiamo chi fa centomila
tweet al giorno. Dobbiamo migliorare la performance dell'Intelligence e
prevedere maggiori poteri di controllo per il Copasir. Per fare questo dobbiamo
lavorare tutti insieme. E oggi stiamo lavorando al meglio.
12)Siamo nel Varesotto. Qui è nata Greta Ramelli, una delle due
ragazze rapite in Siria e per la cui liberazione sarebbero stati pagati 12
milioni. Se fosse dimostrato?
La cifra di 12 milioni di euro di cui si è parlato mi sembra
esagerata sulla base delle informazioni in mio possesso. Ma se quel riscatto
fosse stato pagato, beh sarebbe inaccettabile. Quei soldi potrebbero venire
usati (o già stati usati) per comprare armi. Quindi cedere alle richieste
economiche dei terroristi sarebbe stato sicuramente un errore. Pagare è come un
cane che si morde la coda e non va bene, se facciamo capire di essere
disponibili a pagare diventiamo il bancomat dei terroristi.
13)Tempo fa si era prodotto in una critica alle operazioni
finanziarie che portavano capitali stranieri a scalare aziende italiane. Perchè?
La mia è una preoccupazione. Quando si parla di cedere quote
importanti di importanti infrastrutture del nostro paese - ad esempio le reti
energetiche - a soci stranieri è bene andare co i piedi di piombo. Bisogna valutare
ogni singolo dossier con particolare attenzione. Ne vengano analizzati i
vantaggi, ma anche le ripercussioni.
14)Quindi una contrarietà di massima all'arrembaggio economico
degli investitori stranieri...
No, no. Vorrei fosse chiara una cosa: è giusto attrarre gli
investitori stranieri, ma bisogna evitare che scelte sulla carta oggi felici
possono rivelarsi, col passare degli anni ( e dei governi) controproducenti.
15)Perchè i governi?
Perchè mi sembra che la tendenza comune sia quella di fare
cassa. E questo non va bene. Ma il vero discrimine è sul tipo di investimento. Bisogna
chiarire se questi nuovi investitori/soci sono interessati ad un investimento
puramente finanziario oppure se vogliono avere voci in capitolo sulle scelte
gestionali e quindi avere un peso di condizionamento sulle politiche del nostro
Paese in termini di approvvigionamento, autonomia e sicurezza energetica.
16)E Renzi? Sta davvero rilanciando l'Italia?
Renzi ha impantanato il Parlamento per due anni in
un'attività legislativa che ha visto in primo piano le riforme costituzionali,
certamente necessarie ma mai veramente prioritarie rispetto alle esigenze del momento,
e rischia adesso di fare altrettanto per i prossimi mesi con questioni come
quelle della "stepchild adoption". Intanto, sul fronte economico, la
ripresa dell'occupazione è ancora lenta e di questo passo per recuperare i
posti di lavoro persi con la crisi ci vorranno decenni.
17)E la Lega come sta?
Benissimo. Se c'è un movimento politico che è sempre stato
coerente, dentro e fuori il Parlamento, nel contrastare l'azione del governo Renzi
è la Lega. Non certo il Movimento 5 Stelle.
18)L'ultimo libro letto?
I colori dell'Intelligence. Un viaggio divertente nel mondo
dei servizi segreti, raccontati attraverso i disegni degli umoristi, le pagine
dei narratori e i frames di film che hanno fatto epoca.
19)L'ultimo film visto?...
Il ponte delle spie, con un grande Tom Hanks.
20)L'ultimo errore fatto....
Quello che farò domani.
giovedì 14 gennaio 2016
IL SECOLO D'ITALIA - 14/01/16 - "NON SONO UN CANE", POI LE BOTTE. COSI' E' STATA UCCISA ASHLEY OLSEN
L’ha uccisa lui Ashley Olsen, la 35enne americana trovata morta nella sua casa a Firenze. Secondo il racconto fatto dal senegalese Diaw Cheik Tidiane, un clandestino di 27 anni, non ci sarebbe stata l’intenzione di uccidere. I due – ha raccontato – dopo l’incontro in un locale hanno avuto un rapporto sessuale ma poi hanno litigato. Lui l’ha spinta e lei ha battuto la testa. I segni di strangolamento sarebbero legati al fatto che avrebbe cercato di risollevarla. Di tutt’altro avviso la procura: l’uomo avrebbe fatto sbattere intenzionalmente la testa alla sua vittima per poi strangolarla. Ciò spiegherebbe le due fratture al cranio rilevate dall’autopsia. Ma perché è scoppiata la lite dopo il rapporto sessuale consenziente? Lei – sempre secondo il racconto dell’omicida – ha cercato di mandarlo via da casa in maniera brusca e dicendo che stava per arrivare il suo fidanzato. Lui ha risposto: “Non sono mica un cane” e l’ha spinta, facendole battere la testa. Una rabbia esplosa così, all’improvviso, dinanzi alla decisione di lei di farlo uscire di casa. Il corpo di Ashley Olsen è stato intanto portato alle cappelle del commiato di Careggi, dove nel pomeriggio sono arrivati i genitori Il senegalese sopravviveva – come informa il sito de La Nazione – distribuendo volantini pubblicitari. “Un suo post – scrive ancora la Nazione – datato 28 novembre 2015, oggi, a distanza di oltre un anno, suona invece quasi sinistro e macabro: “La vie est trop courte pour se lever le matin avec des regrets. Alors, aime les personnes qui vous traitent bien, et oubliez celles qui ne le font pas” (La vita è troppo breve per alzarsi la mattina con dei rimpianti, allora ama le persone che ti trattano bene e dimentica chi non lo fa). Il presidente del Copasir, il leghista Giacomo Stucchi, ha ricordato che proprio in queste ore il governo Renzi pensava di abolire il reato di immigrazione clandestina e poi c’è stata una veloce retromarcia. Renzi avrà pensato alle ripercussioni del delitto di Firenze? Caustico Matteo Salvini: “Fermato il presunto assassino della ragazza americana a Firenze: ‘È un immigrato clandestino’, annuncia la Procura. Strano, chi l’avrebbe mai detto…”, questo il suo commento postato su Fb.
venerdì 18 dicembre 2015
RAI NEWS - 18/12/15 - Sparo a un ladro e lo uccise Scarcerato dopo la grazia imprenditore Antonio Monella
Il magistrato di Sorveglianza ha accolto la richiesta di scarcerazione presentata dai legali a seguito della grazia parziale concessa dal presidente Mattarella. Era in cella da oltre un anno
18 dicembre 2015Antonio Monella, l'imprenditore bergamasco di Arzago d'Adda in carcere dall'8 settembre 2014 perché condannato in via definitiva per aver ucciso un ladro davanti casa, ha lasciato il carcere alle 12,10 di oggi, dopo che il magistrato di Sorveglianza ha accolto la richiesta di scarcerazione presentata dai legali a seguito della grazia parziale concessa dal Presidente della Repubblica. "Ora sono sereno. E' un regalo di Natale arrivato in anticipo per me e soprattutto per la mia famiglia, che forse in tutti questi mesi ha sofferto anche piu' di me". Sono state le prime parole dette ai cronisti da Monella. Ad attenderlo la moglie Egle e i figli Alberto e Angelica. Monella è apparso visibilmente commosso: appena varcata la porta del carcere si è lasciato andare in un lungo abbraccio con tutti i familiari. Con lui c'era anche il presidente del Copasir Giacomo Stucchi, che ha seguito il caso. "Ringrazio il personale della polizia penitenziaria per come sono stato trattato - ha subito voluto aggiungere l'imprenditore - sono stati tutti gentili con me. Ora finalmente mi aspetta un po' di serenità". Monella potrà tornare a lavorare per la sua ditta e sarà affidato in prova ai Servizi sociali di Arzago. "Finalmente torniamo a sorridere", ha detto la moglie.
venerdì 27 novembre 2015
AFFARI ITALIANI - 27/11/15 - TERRORISMO, STUCCHI (COPASIR): MINACCIA SIGNIFICATIVA PER IL GIUBILEO
Giacomo Stucchi, presidente del Copasir (Comitato parlamentare di controllo dei Servizi Segreti), intervistato da Affaritaliani.it, parla del rischio di attentati terroristici per il nostro Paese legato all'imminente inizio del Giubileo
Il Giubileo è un evento straordinario che comporta tutta una serie di complesse attività aggiuntive svolte dall'intelligence e dalle forze dell'ordine rispetto al lavoro che viene svolto ordinariamente. Si tratta, lo ripeto, di attività che si sommano a quelle altrettanto delicate e preziose che vengono svolte abitualmente. E sono controlli importanti che riguardano vari luoghi di Roma e varie città all'interno dei confini italiani". Giacomo Stucchi, presidente del Copasir (Comitato parlamentare di controllo dei Servizi Segreti), intervistato da Affaritaliani.it, parla del rischio di attentati terroristici per il nostro Paese legato all'imminente inizio del Giubileo.
Quali sono le città italiane più a rischio?"Il Papa ha deciso di fare un Giubileo diffuso, il che vuol dire che ogni luogo della religione cattolica diventa un luogo adatto per celebrare il Giubileo. Quindi è facilmente comprensibile che i luoghi sono tantissimi. Qualsiasi cattedrale o basilica più o meno nota, piuttosto che qualsiasi luogo importante per la religione cattolica, al pari di altri luoghi simbolici delle nostra civiltà occidentale, diventa un possibile bersaglio e quindi si cerca di tenerlo sotto controllo con una specifica attività dell'intelligence. Sia chiaro però che poter pensare di controllare tutti, proprio tutti questi luoghi, non è possibile. Si devono fare delle scelte basate su criteri e dati oggettivi nell'individuare le priorità". Diciamo la verità, Papa Francesco ha creato un bel problema all'Italia volendo il Giubileo a Roma proprio in questo momento..."Il Papa decide autonomamente di fare il Giubileo". Però impatta sul nostro Paese e non sulla Santa Sede... "Sicuramente, dopo l'esperienze Expo quella del Giubileo è un'altra prova del fuoco che metterà a dura prova tutto il sistema di intelligence e delle forze dell'ordine". Però dopo gli attacchi a Parigi forse si poteva rinviare o annullare il Giubileo, no? "Rinviare il Giubileo non tocca a me deciderlo o dirlo. Penso che sia una valutazione che possa essere fatta solo dal Vaticano". C'è un allarme terroristico particolare per l'Italia? "C'è un livello di minaccia significativa e naturalmente bisogna tenere in considerazione che c'è un rischio sostanzialmente quasi concreto che possa accadere qualcosa. Il messaggio da far passare è che da un lato non si può vivere nel terrore, e quindi dobbiamo continuare con la nostra vita normale, dall'altro, però, bisogna stare molto attenti a quello che accade attorno a noi. Purtroppo chi dice che assolutamente non accadrà nulla durante il Giubileo lancia un messaggio non realistico. Nessuno ha la certezza che non accadrà nulla". Ma da dove arrivano i possibili terroristi? Dai barconi con l'immigrazione, sono italiani di terza generazione...? "Mi preoccupa molto di più la rotta balcanica rispetto alla seconda generazione. In Italia infatti non si parla di terza generazione, ma di seconda. La rotta balcanica è particolare e transita anche attraverso paesi dove l'Islam è ben radicato, quindi non vorrei che qualcuno che prende quella rotta in teoria per andare verso i paesi del Nord Europa finisca poi per attraversare il valico del Friuli Venezia Giulia e venire da noi in Italia". Quindi più che gli immigrati dal Nord Africa preoccupano i flussi dai Balcani..."Esatto. Per quanto riguarda questa prospettiva la rotta balcanica è certamente la più pericolosa
sabato 21 novembre 2015
AVVENIRE - 21/11/15 - COPASIR. STUCCHI SE IL GOVERNO FA PROPOSTE SERIE, LE CONDIVIDEREMO
Il vero obiettivo dell'Is è distruggere il mondo occidentale. Come Copasir,
abbiamo già fatto rilevare al governo che servono maggiori risorse da inserire
nella legge di Stabilità. E non nell'ordine di pochi milioni di euro. Servono risorse
economiche adeguate per nuovo personale operativo e attrezzature e
strumentalizzazioni modernissime". Il senatore della Lega Nord Giacomo
Stucchi è presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della
Repubblica. Basterebbero i 500 milioni di euro di cui si parla? Attendiamo le proposte del governo e se saranno adeguate non mancherà la
nostra condivisione. La lega Nord pone da tempo il tema di una maggiore
sicurezza per i cittadini. Il populismo, che ci viene attribuito, non c'entra
nulla con la legittima istanza della sicurezza quotidiana. Sul piano del coordinamento internazionale anti-Is, cosa potrebbe fare in
più il governo Renzi? Instaurare subito
un'interlocuzione franca con la Russia, che nella vicenda Siria gioca un ruolo strategico,
non prima però di aver tolto di mezzo le sanzioni economiche che non aiutano e
non servono a nulla. Gli "attentati multipli" a ristoranti o teatri mettono in crisi
l'attuale modello di sorveglianza? Ogni episodio va valutato nel suo contesto,
non userei il termine "crisi", ma seria difficoltà". Non
dimentichiamo che già in passato semplici luoghi di aggregazione, non
caratterizzarli dal punto di vista religioso o altro, sono stati bersagli di
attentati. Il Dap ha intensificato il monitoraggio dei soggetti radicali in carcere. Cosa
ne pensa? E' un monitoraggio valido, utile e necessario. La guerra della propaganda jihadista si combatte sul web. Ma una maggiore
sorveglianza elettronica non rischia di intaccare la privacy dei cittadini? Ritengo
che, come negli usa, pure in Italia i cittadini siano disposti a rinunciare a
un pò della loro privacy. A patto, però, che ciò serva a tutelare la loro
sicurezza.
sabato 14 novembre 2015
IL SOLE 24 ORE - 14/11/15 - A Roma il Comitato ordine e sicurezza. Il Viminale alza l’allerta nelle città
È il presidente del Consiglio Matteo Renzi a presiedere il Comitato Nazionale Ordine e Sicurezza Pubblica al Viminale questa mattina. Alla riunione, oltre al premier Renzi, partecipano i vertici delle forze dell'ordine e dell'Intelligence. Poco prima a Palazzo Chigi l’incontro tra lo stesso premier e i vertici dell'intelligence italiana. Hanno partecipato il sottosegretario alla presidenza con delega ai servizi segreti, Marco Minniti, e il capo degli 007 italiani ambasciatore Giampiero Massolo, direttore del Dis.
Alfano: la situazione mai stata così grave
Intanto il Viminale innalza i livelli
con un articolo di Gerardo Pelosi. Intanto il Viminale innalza i livelli di sicurezza dopo gli attentati di ieri sera aumenta i controlli di prevenzione del terrorismo nelle principali città. Il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, dopo i primi contatti con il Capo della Polizia, Alessandro Pansa, ha disposto tempestivamente, già ieri sera, un immediato innalzamento dei livelli di sicurezza su tutto il territorio nazionale. L'antiterrorismo italiano e in costante contatto con i corrispondenti francesi per seguire con estrema attenzione ciò che accade in Francia, riferiva il Viminale, anche allo scopo di predisporre ulteriori interventi preventivi. «La situazione - ha detto Alfano - non è mai stata così
grave, abbiamo innalzato il dispositivo di sicurezza al secondo livello, quello appena inferiore all'attacco in corso". Copasir: non possiamo escludere attacchi Italia.
Si riflette molto in queste ore sui rischi che corre il nostro Paese soprattutto alla vigilia del Giubileo. Ci saranno attacchi simili a quelli di Parigi in Italia? «Non possiamo escludere niente, chi dice il contrario è un utopista. Chi dice che l'Italia è al sicuro sbaglia, vive in un altro mondo»ha affermato il presidente del Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica) Giacomo Stucchi.
«Da parte dell'intelligence italiana c'e' il massimo impegno nel prevenire possibili rischi terrorismo nel nostro Paese e il coordinamento con le procure e le forze dell'ordine si sta rivelando vincente» aggiunge Stucchi in una nota. «Ma - aggiunge - occorre fare di piu' sul fronte della dotazione alle forze dell'ordine, in termini di uomini e mezzi, e su quello dei respingimenti degli immigrati clandestini. Bisogna finalmente vedere i campi, o comunque i luoghi e i siti per l'accoglienza di queste persone, dove permettere loro di presentare la richiesta come richiedenti asilo, sul territorio nordafricano. Quindi portare da noi solo coloro che, dopo aver presentato la domanda, e' conclamato che abbiano i requisiti per poter essere rifugiati politici e profughi». Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, da parte sua, ha scritto al presidente francese Francois Hollande per esprimere «il compatto sostegno dell'Italia per debellare la piaga del terrorismo, per vincere una battaglia di civiltà contro la furia oscurantista e per difendere i valori di democrazia, libertà, tolleranza su cui tutta l'Europa, oggi lacerata da un crimine senza precedenti, è stata fondata e si è sviluppata». Gli italiani che si trovano in Francia in queste ore sono invitati «ad attenersi alle indicazioni delle Autorità locali e ad evitare ogni spostamento», avverte il ministero degli Esteri tramite il sito Viaggiare sicuri. Il presidente iraniano Hassan Rohani ha annullato il previsto viaggio in Francia e Italia, dove avrebbe dovuto incontrare Renzi, Mattarella e il Papa.
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