venerdì 27 novembre 2015

AFFARI ITALIANI - 27/11/15 - TERRORISMO, STUCCHI (COPASIR): MINACCIA SIGNIFICATIVA PER IL GIUBILEO

Giacomo Stucchi, presidente del Copasir (Comitato parlamentare di controllo dei Servizi Segreti), intervistato da Affaritaliani.it, parla del rischio di attentati terroristici per il nostro Paese legato all'imminente inizio del Giubileo
Il Giubileo è un evento straordinario che comporta tutta una serie di complesse attività aggiuntive svolte dall'intelligence e dalle forze dell'ordine rispetto al lavoro che viene svolto ordinariamente. Si tratta, lo ripeto, di attività che si sommano a quelle altrettanto delicate e preziose che vengono svolte abitualmente. E sono controlli importanti che riguardano vari luoghi di Roma e varie città all'interno dei confini italiani". Giacomo Stucchi, presidente del Copasir (Comitato parlamentare di controllo dei Servizi Segreti), intervistato da Affaritaliani.it, parla del rischio di attentati terroristici per il nostro Paese legato all'imminente inizio del Giubileo.
Quali sono le città italiane più a rischio?"Il Papa ha deciso di fare un Giubileo diffuso, il che vuol dire che ogni luogo della religione cattolica diventa un luogo adatto per celebrare il Giubileo. Quindi è facilmente comprensibile che i luoghi sono tantissimi. Qualsiasi cattedrale o basilica più o meno nota, piuttosto che qualsiasi luogo importante per la religione cattolica, al pari di altri luoghi simbolici delle nostra civiltà occidentale, diventa un possibile bersaglio e quindi si cerca di tenerlo sotto controllo con una specifica attività dell'intelligence. Sia chiaro però che poter pensare di controllare tutti, proprio tutti questi luoghi, non è possibile. Si devono fare delle scelte basate su criteri e dati oggettivi nell'individuare le priorità". Diciamo la verità, Papa Francesco ha creato un bel problema all'Italia volendo il Giubileo a Roma proprio in questo momento..."Il Papa decide autonomamente di fare il Giubileo". Però impatta sul nostro Paese e non sulla Santa Sede... "Sicuramente, dopo l'esperienze Expo quella del Giubileo è un'altra prova del fuoco che metterà a dura prova tutto il sistema di intelligence e delle forze dell'ordine". Però dopo gli attacchi a Parigi forse si poteva rinviare o annullare il Giubileo, no? "Rinviare il Giubileo non tocca a me deciderlo o dirlo. Penso che sia una valutazione che possa essere fatta solo dal Vaticano". C'è un allarme terroristico particolare per l'Italia? "C'è un livello di minaccia significativa e naturalmente bisogna tenere in considerazione che c'è un rischio sostanzialmente quasi concreto che possa accadere qualcosa. Il messaggio da far passare è che da un lato non si può vivere nel terrore, e quindi dobbiamo continuare con la nostra vita normale, dall'altro, però, bisogna stare molto attenti a quello che accade attorno a noi. Purtroppo chi dice che assolutamente non accadrà nulla durante il Giubileo lancia un messaggio non realistico. Nessuno ha la certezza che non accadrà nulla". Ma da dove arrivano i possibili terroristi? Dai barconi con l'immigrazione, sono italiani di terza generazione...? "Mi preoccupa molto di più la rotta balcanica rispetto alla seconda generazione. In Italia infatti non si parla di terza generazione, ma di seconda. La rotta balcanica è particolare e transita anche attraverso paesi dove l'Islam è ben radicato, quindi non vorrei che qualcuno che prende quella rotta in teoria per andare verso i paesi del Nord Europa finisca poi per attraversare il valico del Friuli Venezia Giulia e venire da noi in Italia". Quindi più che gli immigrati dal Nord Africa preoccupano i flussi dai Balcani..."Esatto. Per quanto riguarda questa prospettiva la rotta balcanica è certamente la più pericolosa

sabato 21 novembre 2015

AVVENIRE - 21/11/15 - COPASIR. STUCCHI SE IL GOVERNO FA PROPOSTE SERIE, LE CONDIVIDEREMO



Il vero obiettivo dell'Is è distruggere il mondo occidentale. Come Copasir, abbiamo già fatto rilevare al governo che servono maggiori risorse da inserire nella legge di Stabilità. E non nell'ordine di pochi milioni di euro. Servono risorse economiche adeguate per nuovo personale operativo e attrezzature e strumentalizzazioni modernissime". Il senatore della Lega Nord Giacomo Stucchi è presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. Basterebbero i 500 milioni di euro di cui si parla? Attendiamo le proposte del governo e se saranno adeguate non mancherà la nostra condivisione. La lega Nord pone da tempo il tema di una maggiore sicurezza per i cittadini. Il populismo, che ci viene attribuito, non c'entra nulla con la legittima istanza della sicurezza quotidiana. Sul piano del coordinamento internazionale anti-Is, cosa potrebbe fare in più il governo Renzi?  Instaurare subito un'interlocuzione franca con la Russia, che nella vicenda Siria gioca un ruolo strategico, non prima però di aver tolto di mezzo le sanzioni economiche che non aiutano e non servono a nulla. Gli "attentati multipli" a ristoranti o teatri mettono in crisi l'attuale modello di sorveglianza? Ogni episodio va valutato nel suo contesto, non userei il termine "crisi", ma seria difficoltà". Non dimentichiamo che già in passato semplici luoghi di aggregazione, non caratterizzarli dal punto di vista religioso o altro, sono stati bersagli di attentati. Il Dap ha intensificato il monitoraggio dei soggetti radicali in carcere. Cosa ne pensa? E' un monitoraggio valido, utile e necessario. La guerra della propaganda jihadista si combatte sul web. Ma una maggiore sorveglianza elettronica non rischia di intaccare la privacy dei cittadini? Ritengo che, come negli usa, pure in Italia i cittadini siano disposti a rinunciare a un pò della loro privacy. A patto, però, che ciò serva a tutelare la loro sicurezza.

sabato 14 novembre 2015

IL SOLE 24 ORE - 14/11/15 - A Roma il Comitato ordine e sicurezza. Il Viminale alza l’allerta nelle città

È il presidente del Consiglio Matteo Renzi a presiedere il Comitato Nazionale Ordine e Sicurezza Pubblica al Viminale questa mattina. Alla riunione, oltre al premier Renzi, partecipano i vertici delle forze dell'ordine e dell'Intelligence. Poco prima a Palazzo Chigi l’incontro tra lo stesso premier e i vertici dell'intelligence italiana. Hanno partecipato il sottosegretario alla presidenza con delega ai servizi segreti, Marco Minniti, e il capo degli 007 italiani ambasciatore Giampiero Massolo, direttore del Dis. Alfano: la situazione mai stata così grave Intanto il Viminale innalza i livelli con un articolo di Gerardo Pelosi. Intanto il Viminale innalza i livelli di sicurezza dopo gli attentati di ieri sera aumenta i controlli di prevenzione del terrorismo nelle principali città. Il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, dopo i primi contatti con il Capo della Polizia, Alessandro Pansa, ha disposto tempestivamente, già ieri sera, un immediato innalzamento dei livelli di sicurezza su tutto il territorio nazionale. L'antiterrorismo italiano e in costante contatto con i corrispondenti francesi per seguire con estrema attenzione ciò che accade in Francia, riferiva il Viminale, anche allo scopo di predisporre ulteriori interventi preventivi. «La situazione - ha detto Alfano - non è mai stata così grave, abbiamo innalzato il dispositivo di sicurezza al secondo livello, quello appena inferiore all'attacco in corso". Copasir: non possiamo escludere attacchi Italia. Si riflette molto in queste ore sui rischi che corre il nostro Paese soprattutto alla vigilia del Giubileo. Ci saranno attacchi simili a quelli di Parigi in Italia? «Non possiamo escludere niente, chi dice il contrario è un utopista. Chi dice che l'Italia è al sicuro sbaglia, vive in un altro mondo»ha affermato il presidente del Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica) Giacomo Stucchi. «Da parte dell'intelligence italiana c'e' il massimo impegno nel prevenire possibili rischi terrorismo nel nostro Paese e il coordinamento con le procure e le forze dell'ordine si sta rivelando vincente» aggiunge Stucchi in una nota. «Ma - aggiunge - occorre fare di piu' sul fronte della dotazione alle forze dell'ordine, in termini di uomini e mezzi, e su quello dei respingimenti degli immigrati clandestini. Bisogna finalmente vedere i campi, o comunque i luoghi e i siti per l'accoglienza di queste persone, dove permettere loro di presentare la richiesta come richiedenti asilo, sul territorio nordafricano. Quindi portare da noi solo coloro che, dopo aver presentato la domanda, e' conclamato che abbiano i requisiti per poter essere rifugiati politici e profughi». Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, da parte sua, ha scritto al presidente francese Francois Hollande per esprimere «il compatto sostegno dell'Italia per debellare la piaga del terrorismo, per vincere una battaglia di civiltà contro la furia oscurantista e per difendere i valori di democrazia, libertà, tolleranza su cui tutta l'Europa, oggi lacerata da un crimine senza precedenti, è stata fondata e si è sviluppata». Gli italiani che si trovano in Francia in queste ore sono invitati «ad attenersi alle indicazioni delle Autorità locali e ad evitare ogni spostamento», avverte il ministero degli Esteri tramite il sito Viaggiare sicuri. Il presidente iraniano Hassan Rohani ha annullato il previsto viaggio in Francia e Italia, dove avrebbe dovuto incontrare Renzi, Mattarella e il Papa.

mercoledì 28 ottobre 2015

AFFARI ITALIANI - 28/10/15 - GIUBILEO, ALLARME TERRORISMO. PARLA IL PRESIDENTE DEL COPASIR

"Per quanto riguarda l'attività di intelligence è stato replicato su Roma il modello Expo che ha consentito che la manifestazione milanese si sia svolta in modo tranquillo e senza nessun evento con risvolti drammatici. Attività di intelligence a monte e operazioni delle forze dell'ordine a valle, un sistema coordinato che ha dato importanti risultati". Giacomo Stucchi, presidente del Copasir, intervistato da Affaritaliani.it, spiega come si stanno muovendo gli 007 italiani in vista dell'imminente inizio del Giubileo a "Il Giubileo è un evento che interessa prioritariamente Roma ma anche altri luoghi. É stata cioè definita una strategia policentrica che interessa anche tutti i luoghi importanti della vita cattolica o altri siti che potrebbero essere di interesse per chi vuole compiere atti terroristici. Ci si muove replicando il modello Expo, attività di intelligence a monte e azione delle forze dell'ordine a valle", spiega il senatore Stucchi."Ad oggi non c'è alcun particolare allarme specifico per il Giubileo, né sul fronte interno - quindi formazioni tipo quelle che hanno messo in difficoltà Milano lo scorso Primo Maggio, ovvero gli antagonisti - né sul fronte estero e quindi parliamo di minacce terroristiche straniere. Particolari evidenze ripeto che non ce ne sono. E' chiaro però che anche il minimo segnale viene attentamente analizzato"."Papa Francesco, come è noto, è un esponente di uno Stato estero e quindi la sua incolumità viene garantita dai suoi uomini che si occupano della sicurezza del Vaticano in generale e del Pontefice in particolare. Certamente c'è una collaborazione con le forze dell'ordine italiane e un importante scambio di informazioni. Poi Papa Bergoglio è una persona molto aperta e imprevedibile a cui piace essere libero negli spostamenti e questo suo comportamento mette a volte in difficoltà gli uomini che lo devono proteggere. E' vero però, volendo vedere il bicchiere mezzo pieno, che così facendo il Papa crea però automaticamente difficoltà anche per coloro che dovessero pianificare un'azione per attentare alla sua incolumità"."Al momento - conclude il presidente del Copasir - non ci sono evidenze particolari e specifiche legate alla pianificazione di possibili atti di stampo terroristico per il Giubileo, ma nessuno naturalmente può escludere che la situazione possa evolvere in una direzione non desiderata, ma si lavora tutti col massimo impegno per evitare che ciò accada. Ed è uno sforzo enorme perché, in un evento come Giubileo, lo ripeto in chiusura, qualsiasi sito religioso, noto o meno poco importa, al pari di altri luoghi ove vi sia un assembramento rilevante di persone sono da ritenere possibili target. Proprio per questo però sono anche i luoghi più analizzati e sorvegliati, grazie a una mappatura specifica, da intelligente e dalle forze dell'ordine".

domenica 25 ottobre 2015

IL TEMPO - 25/10/15 - FONDI DEGLI IMMIGRATI AGLI ITALIANI PRONTA UN'INIZIATIVA PARLAMENTARE

Intervista a Giacomo Stucchi, presidente del Copasir.
«Ai miei cittadini italiani i soldi degli immigrati. Riempi il modulo per richiedere i 37 euro giornalieri». Era il 31 luglio scorso quando Il Tempo diede notizia dell'iniziativa di Fabrizio Sala, sindaco leghista di Telgate, comune della bergamasca, in Lombardia, che con una lettera scritta ai suoi cittadini li invitava «a compilare il modulo allegato» in modo da potersi «adoperare affinché lo Stato - si leggeva nella lettera - si faccia carico delle tue necessità e chiedere al Governo Italiano, anche per te, lo stesso trattamento economico di 37 euro giornalieri, che viene riservato a tutte le persone richiedenti lo status di profugo, che ormai quotidianamente arrivano nelle nostre regioni, grazie alle infelici operazioni Mare Nostrum, Frontex e ora Triton». Nelle settimane successive alla uscita dell'iniziativa il sindaco Sala spiegava che gli erano arrivate «numerose richieste, anche da cittadini di diversi comuni, da ogni parte d'Italia» e che altri sindaci si erano uniti all'iniziativa. L'obbiettivo: portare a Roma, in Parlamento, tutte le richieste di sostegno per i 37 euro recapitate dagli italiani in difficoltà. Oggi, a quasi tre mesi dall'iniziativa, a che punto è la situazione? Lo abbiamo chiesto al senatore della Lega Giacomo Stucchi, presidente del Copasir, che sta seguendo l'iniziativa a livello nazionale. Senatore Stucchi, cosa farete di tutti i moduli di richiesta di sostegno che i cittadini italiani hanno inviato? Li consegnerete al Premier Renzi? «Ci sarà un atto di indirizzo politico, una mozione parlamentare od una risoluzione, stiamo valutando proprio in queste ore, condivisa anche con altri colleghi parlamentari». Con altri parlamentari, dice. Tutti leghisti o anche di altri partiti? «Si, certo, anche di altri partiti oltre a noi della Lega. Si tratta di colleghi parlamentari che ritengono prioritario far avere anche ai cittadini italiani indigenti un trattamento paritario, secondo il principio di uguaglianza previsto dalla nostra Costituzione, rispetto ai cittadini stranieri in difficoltà. Si tratta di allargare agli italiani un diritto che gli stranieri vedono riconosciuto, non di toglierlo agli immigrati. E guardi, glielo dico anche se non credo ci sia bisogno di sottolinearlo perché lo si vede giorno per giorno girando il nostro Paese, i cittadini italiani in difficoltà sono tanti». Lei che tempi prevede per arrivare ad una mozione (o risoluzione) e quindi far pronunciare la politica nazionale italiana, da destra a sinistra, sui 37 euro giornalieri da far avere agli italiani in difficoltà? «Come tempi stiamo verificando proprio in questi giorni e ci stiamo impegnando al massimo per riuscire a portare un testo (che sia mozione o risoluzione) in Aula e far pronunciare il Parlamento, entro dicembre, prima insomma della fine dell'anno. Portare la mozione in votazione prima delle vacanze di Natale sarebbe un segnale politico importante e il Governo, se si pronuncerà contro, dovrà argomentare il perché del suo parere contrario davanti a tutti gli italiani». Per domenica 8 novembre, a Bologna, il leader della Lega Matteo Salvini ha lanciato una manifestazione di liberazione dal Governo Renzi. Sara quella la giornata in cui lancerete anche la sfida politica nazionale sul tema dei 37 euro? «Per domenica 8 novembre a Bologna non è previsto un lancio ma non escludo affatto che nei due giorni precedenti, il 6 e il 7 novembre, possano esserci iniziative ed incontri con i cittadini per spiegare il perché e le ragioni di questa nostra battaglia politica che sta per arrivare a Roma».

venerdì 16 ottobre 2015

FLY ORBIT NEWS - 16/10/15 - Chi controlla i servizi segreti italiani? – L’INTERVISTA al Presidente del Copasir Giacomo Stucchi

Quis custodiet ipsos custodes? Chi controllerà i custodi, si chiedeva il poeta latino Giovenale. Volendo potremmo adattare la frase ai nostri tempi, chiedendoci: chi controllerà chi ci controlla; chi ci guarda e, magari, ci spia? In Italia il controllo politico dei servizi segreti è affidato, dopo la riforma del 2007, al Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, meglio conosciuto come Copasir. Compito del comitato è vigilare sull’attività dell’AISE (Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna) e l’AISI (Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna), le due agenzie in cui è attualmente divisa l’intelligence nazionale. Dal 6 giugno del 2013 il Presidente del Copasir è il senatore leghista Giacomo Stucchi: con lui abbiamo dato uno sguardo a 360° sull’attuale attività dei servizi segreti, che spazia dai rischi derivati da una possibile guerra in Siria agli strascichi del caso Hacking Team, passando per il Giubileo, l’Expo di Milano e la crisi dei migranti. In una recente intervista alla Stampa, lei ha parlato di maggiori rischi per l’Italia in caso di bombardamenti all’ISIS in Iraq e Siria. I nostri servizi sono pronti a fronteggiare la minaccia? Nessuno può garantire che non accada nulla. Bisogna essere realistici. In caso di bombardamento i rischi aumentano ma cresce, di conseguenza, anche lo sforzo della nostra intelligence per prevenire ogni situazione di rischio. Naturalmente lavorare per prevenire non vuol dire sventare ogni rischio. Si avvicina il Giubileo straordinario indetto da Papa Francesco: sono attesi milioni di pellegrini a Roma ma anche in centri più piccoli, come Assisi. Come cambia la strategia di sicurezza di un evento concentrato in un punto, come l’Expo, e uno invece più diffuso?  La strategia è modulabile. Da un lato su Roma ci sarà un’attenzione particolare, e il modello che ha ben funzionato all’Expo sarà esportato nella capitale. Dall’altro ci sarà un maggiore impegno su una serie di realtà, più piccole, ma comunque considerate sensibili secondo le analisi d’intelligence. Si tratta quindi di un’azione policentrica e insieme centralizzata: la sommatoria di due realtà differenti, ma coordinate tra loro. Anche il tema dell’immigrazione sottolinea l’importanza del controllo delle frontiere. Tuttavia lo stesso ministro degli Esteri Gentiloni ha ammonito che non bisogna confondere «terrorismo e immigrazione» perché «si tratterebbe di un’idiozia». In sostanza bisogna tenere gli occhi bene aperti, ma non fare di tutta l’erba un fascio. Qual è l’approccio dei nostri servizi al problema? Più aumenta il numero degli immigrati e più cresce la difficoltà nell’effettuare controlli. Se l’arrivo di un numero limitato di migranti garantisce il controllo della loro identità, e quindi l’individuazione di eventuali criminali, l’arrivo in massa di tanti individui nello stesso giorno complica molto questo lavoro, e fa diminuire il livello di certezza. Si tratta in ogni caso di un lavoro immane, che viene comunque svolto. Grazie alla costellazione satellitare Cosmo SkyMed l’Italia ha un potentissimo strumento per monitorare il suo territorio. Come utilizzano i nostri servizi i dati provenienti da Cosmo? I nostro servizi chiaramente fanno attività di SIGINT (SIGnals INTelligenc, Spionaggio di segnali elettromagnetici) e utilizzano immagini da diverse realtà. In ogni caso non possiamo dire chi sono i fornitori per motivi di sicurezza. Lo sviluppo di nuovi tecnologie permette la possibilità di avvicinarsi sempre di più alla fonte primaria dell’informazione. Quest’estate il settimanale l’Espresso aveva raccontato dell’aereo spia Dragon Star, preso in affitto dai nostri servizi dalla Lockheed Martin. Non c’è il rischio che questi strumenti, pur utili per la ricerca di potenziali minacce, mettano a rischio la libertà dei cittadini? Il cittadino che potremmo definire comune, che non è un criminale, un terrorista, non ha nulla da temere. Strumenti come Dragon Star e i droni non armati dotati di telecamere vengono utilizzati dai nostri servizi esclusivamente all’estero. In Italia i droni vengono utilizzati dalle forze dell’ordine e dalla Protezione civile solo per monitorare zone difficili. Dragon Star e gli UAV, oggi facili da reperire e poco costosi, sono strumenti che permettono, ripeto all’estero, di avere informazioni e immagini in tempo reale per decidere cosa fare e come agire. Non credo che ci siano violazioni di diritti se parliamo di bande di terroristi. Negli ultimi mesi ha fatto molto scalpore il caso di Hacking Team. Il Ministro della Giustizia Orlando ha detto qualche settimana fa che sono «solo una decina i processi con problemi, ma che in ogni caso bisogna aumentare gli standard di sicurezza». Già dal 2009 il Copasir segue da vicino il problema. Qual è la situazione attuale sul tema dell’aumento della sicurezza nel campo della sicurezza informatica? Sul caso HT abbiamo chiuso i lavori del comitato, facendo il punto della situazione. La nostra preoccupazione maggiore era che fossero stati pregiudicati i processi in corso o che fossero fuoriusciti dalle forze dell’ordine dei dati acquisiti con il software di HT. Fortunatamente tutto questo non è avvenuto e la nostra preoccupazione è stata fugata. Sicuramente però è necessaria una maggiore sicurezza: rimane la necessità di avere dei fornitori – in questo caso soggetti privati – e strumenti che vengano progettati, o che abbiamo un vincolo, verso un unico acquirente. Il Cyber è un mondo in continua evoluzione. Collaboriamo con diversi paesi europei, come l’Olanda e la Germania, per capire come garantire la privacy dai data bank pieni delle informazioni dei cittadini. Come Copasir facciamo un controllo costante sul pieno rispetto delle norme in vigore e delle direttive del garante della privacy. Il fatto che siano aziende private non aumenta il rischi d’incertezza? Se l’acquirente è unico e il prodotto viene sviluppato solo per quel cliente no, perché chi acquista diventa il proprietario del codice sorgente. Nel caso di HT, in cui gli acquirenti sono stati tanti e diversi, c’è sicuramente qualcosa che non ha funzionato. Non deve essere possibile vendere lo stesso prodotto al soggetto A che vuole spiare il soggetto B e viceversa. Lei che idea si è fatto sul caso di HT?  Il loro software (Galileo, ndr) è indubbiamente importante, ma ancora oggi in altri paesi ci sono strumenti altrettanto importanti che vengono utilizzati da soggetti diversi. E’ un sistema che però deve essere usato solo ed esclusivamente sotto l’autorizzazione della magistratura. Poi c’è da dire che alcune notizie apparse sui giornali hanno rappresentato il problema in maniera romanzesca: con pc che si accendono da soli o telefonini sempre accesi. La realtà è un po’ diversa. Per quanto riguarda le responsabilità giudiziarie, nelle prossime settimane il Copasir adirà i procuratori che stanno seguendo il caso e cercherà di capire quello che sta venendo fuori dalle indagini. Ma quella è una conseguenza: a noi interessa cosa hanno fatto le agenzie, e in particolare l’AISE, con quel software. Per adesso abbiamo accertato che lo ha utilizzato all’estero senza abusi e rispettando le norme in vigore.

venerdì 9 ottobre 2015

LIBERO - 09/10/15 - ALLARME COPASIR: BANDO MOSCHEE DA FERMARE

Il bando del Comune andrebbe quantomeno sospeso, se non ritirato". A dirlo è Giacomo Stucchi, presidente del Copasir, il comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, che monitora l'azione dei servizi segreti italiani (Aisi e Aisi). Nominato nel 2013 al posto di Massimo D'Alema (il posto è tradizionalmente affidato all'opposizione), il senatore leghista è a conoscenza di azioni di intelligence e operazioni top secret di contrasto e prevenzione delle attività terroristiche. Senatore Stucchi, l'ex magistrato Stefano Dambruoso ha paventato il rischio fondamentalismo nelle nuove moschee. Lei che si occupa di sicurezza nazionale pensa che i luoghi di culto possano diventare centri di reclutamento per terroristi e foreign fighters? "Posso dire che la cronaca di questi ultimi anni ci ha insegnato che in parecchi casi soggetti che sono transitati nelle moschee come frequentatori e predicatori si occupassero di lanciare messaggi molto ostili nei confronti della cultura occidentale e della religione cristiana del nostro Paese. Le operazioni di polizia e intelligence hanno portato ad arresti di persone accusate di essere contigue al fondamentalismo islamico e al terrorismo internazionale e non mi stupirei se in futuro ce ne dovessero essere altri. In tal caso è importante che la magistratura possa sempre svolgere controlli su tutti i luoghi, se ritiene che in essi possano essere compiuti atti sanzionabili sul piano penale. "In concreto come è possibile controllare che i luoghi di culto non diano spazio al fondamentalismo o, peggio, al terrorismo e ad altre attività sovversive? "Anzitutto bisogna premettere che non sono solo le moschee a esserre possibili veicoli di fondamentalismo o attività terroristiche. Può esserlo qualsiasi luogo, per assurdo anche un negozio di kebab. Certo, per le attività religiose che si svolgono e per il numero delle persone che sono in grado di attrarre, le moschee meritano un'attenzione particolare, al di là dei controlli che si possono fare quando previsto dalla legge, un'iniziativa interessante da importare è quella del governo austriaco che, proprio dall'inizio di quest'anno, ha obbligato i sacerdoti di culto di tutte le religioni di tenere la funzione religiosa in tedesco, in modo da rendere la predicazione trasparente e alla luce del sole. Se lo adottassimo anche in Italia eviteremmo quelle spiacevoli situazioni in cui, di fronte di una predica violenta, si dice che è stata tradotta male. In altre parole non ci potrebbe più nascondere dietro la foglia di fico". Il bando del Comune di Milano, concluso da poche settimane, prevede la costruzione di due grandi luoghi di culto. Una scelta che ha sollevato le polemiche del centrodestra ma anche di molti comitati di quartiere e associazioni di cittadini. Lei come lo giudica? "Penso che il bando del Comune di Milano andrebbe quantomeno sospeso, se non addirittura ritirato. La situazione di grande allerta che stiamo vivendo in Italia e soprattutto in una metropoli come Milano, dove già abbiamo avuto parecchi soggetti quantomeno problematici, suggerisce cautela". Oltre alla legge regionale lombarda c'è una normativa nazionale sui luoghi di culto? "No. L'eventuale identificazione delle aree dove edificare luoghi di culto è demandata ai Comuni tramite i rispettivi Pgt. Difatti al momento la gran parte delle moschee è abusiva perchè situata in luoghi con altra destinazione, di solito commerciale. "Tornando a Milano molte preoccupazioni riguardano le fonti di finanziamento. Per l'ex Palasharp l'Associazione Islamica di Milano, espressione del Caim, ha dichiarato di voler investire 10 milioni di euro provenienti almeno in parte da Paesi mediorentali (un'altra arriverà da una raccolta di fondi fra i fedeli). Queste scelte possono comportare dei rischi? "So che alcune realtà milanesi hanno chiesto fondi ad altrettante in Medio oriente. Ogni volta che si parla della ricezione di fondi da parte di associazioni o istituzioni pubbliche estere, specie in Medio oriente, il fatto non può che destare preoccupazione. Bisogna quantomeno indagare a fono le reali motivazioni che spingono gli investitori". Sempre Dambruoso ha denunciato il fatto che un'associazione presente anche a Milano, Milli Gorus, è inserita nella black list tedesca e degli Emirati Arabi Uniti. Senza ovviamente voler accusare nessuno, Milano potrebbe costituire un terreno fertile per il fondamentalismo? "Di associazioni e circoli religiosi milanesi che destano preoccupazione ce n'è più d'uno e non tutti sono usciti sui giornali. Alcune di queste realtà hanno dato ospitalità a personaggi con un passato poco chiaro mentre altre, pur rassicurando l'opinione pubblica con messaggi moderati, fra le proprie quattro mura ne diffondono ben altri".