Roberto Calderoli, coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord, e l'onorevole Giacomo Stucchi hanno incontrato, nel carcere di Bergamo, Luigi Martinelli, l'imprenditore che giovedì pomeriggio si è barricato all'interno della sede dell'Agenzia delle Entrate di Romano di Lombardia prendendo in ostaggio 15 persone. Calderoli e Stucchi, pur condannando fermamente l'azione messa in atto da Martinelli, azione che ha portato al coinvolgimento di tante persone estranee alla sua vicenda e al conseguente choc da esse subito, hanno scelto di incontrare Martinelli sia nel tentativo di comprendere i motivi che possano portare un cittadino a gesti così estremi - e non isolati, considerando i numerosi casi di suicidi che si sono verificati negli ultimi mesi tra gli imprenditori - sia per testimoniare personalmente la loro vicinanza rispetto a cittadini che, come lui, si trovano in situazioni di questo genere". È quanto rende noto la Lega Nord in un comunicato. «Situazioni estreme, causate anche dall'esasperazione nei confronti di uno Stato che sembra veramente considerare il cittadino solo alla stregua di un suddito da spremere. Intanto durante il colloquio è emerso che il Martinelli aveva un debito non per 1000 euro, dunque una cifra esigua, come scritto dai media, ma di 44mila euro, dunque una cifra ben più consistente», spiega a riguardo lo stesso senatore Roberto Calderoli, che aggiunge: «Nel corso del nostro colloquio abbiamo messo a disposizione dell'interessato la possibilità di essere difeso da un avvocato di fiducia, individuato nella persona di Matteo Brigandì, il quale ha già manifestato la sua piena disponibilità a difenderlo». «Da parte nostra, come Lega Nord, ribadiamo il nostro totale impegno per provare a cambiare uno Stato che al momento sembra non riconoscere il diritto al cittadino di poter vivere e lavorare senza essere strangolato dall'oppressione di una tenaglia fiscale che sta portando al limite la sopportazione dei cittadini, come dimostrato dai tanti gesti estremi cui purtroppo stiamo assistendo nelle ultime settimane». Gli stessi Stucchi e Calderoli hanno poi avuto un colloquio telefonico con il dipendente dell'Agenzia delle Entrate tenuto a lungo in ostaggio dal Martinelli, Carmine Mormandi, al quale hanno espresso la loro solidarietà per l'accaduto, sincerandosi al contempo sulla sua situazione dopo questa traumatica esperienza.
venerdì 4 maggio 2012
CORRIERE DELLA SERA - 04/05/12 - MARTINELLI A CALDEROLI: I MIEI DEBITI SONO DI 44 MILA EURO, NON MILLE
Il senatore leghista insieme al deputato Giacomo Stucchi ha incontrato in carcere il sequestratore di Romano di Lombardia e ha svelato la gravità della sua situazione. Ma Equitalia si smarca.
Il senatore Roberto Calderoli, Coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord, e l’onorevole Giacomo Stucchi hanno incontrato questo pomeriggio, nel carcere di Bergamo, Luigi Martinelli, l’imprenditore che giovedì pomeriggio si è barricato all’interno della sede dell’Agenzia delle Entrate di Romano di Lombardia prendendo in ostaggio 15 persone. Calderoli e Stucchi, pur condannando fermamente l’azione messa in atto dal Martinelli, azione che ha portato al coinvolgimento di tante persone estranee alla sua vicenda e al conseguente choc da esse subito, hanno scelto di incontrare Martinelli sia nel tentativo di comprendere i motivi che possano portare un cittadino a gesti così estremi - e non isolati, considerando i numerosi casi di suicidi che si sono verificati negli ultimi mesi tra gli imprenditori - sia per testimoniare personalmente la loro vicinanza rispetto a cittadini che, come lui, si trovano in situazioni di questo genere. “Situazioni estreme, causate anche dall’esasperazione nei confronti di uno Stato che sembra veramente considerare il cittadino solo alla stregua di un suddito da spremere. Intanto durante il colloquio è emerso che il Martinelli aveva un debito non per 1000 euro, dunque una cifra esigua, come scritto dai media, ma di 44mila euro, dunque una cifra ben più consistente”, spiega a riguardo lo stesso senatore Roberto Calderoli (ma il debito non si riferisce solo ad Equitalia ma ad un insieme di soggetti: Consorzio di Bonifica, canone Rai, ecc) che aggiunge: “Nel corso del nostro colloquio abbiamo messo a disposizione dell’interessato la possibilità di essere difeso da un avvocato di fiducia, individuato nella persona di Matteo Brigandì, il quale ha già manifestato la sua piena disponibilità a difenderlo. Da parte nostra, come Lega Nord, ribadiamo il nostro totale impegno per provare a cambiare uno Stato che al momento sembra non riconoscere il diritto al cittadino di poter vivere e lavorare senza essere strangolato dall’oppressione di una tenaglia fiscale che sta portando al limite la sopportazione dei cittadini, come dimostrato dai tanti gesti estremi cui purtroppo stiamo assistendo nelle ultime settimane”. Gli stessi Stucchi e Calderoli hanno poi avuto un colloquio telefonico con il dipendente dell'Agenzia delle Entrate tenuto a lungo in ostaggio dal Martinelli, Carmine Mormandi, al quale hanno espresso la loro solidarietà per l'accaduto, sincerandosi al contempo sulla sua situazione dopo questa traumatica esperienza. Equitalia nella serata di venerdì ha confermato che il debito complessivo con loro non è di 44mila euro. In una nota si legge che «la somma ammonta a circa 2 mila euro ed è relativa a canoni Rai e imposte richieste dal Consorzio di bonifica della Media Pianura Bergamasca», e che non è ancora stata attivata una azione esecutiva di recupero. La nota però precisa: «Nel 2001 al signor Martinelli era stata notificata una cartella di oltre 32 mila euro, pagata il 9 ottobre 2003 con l’adesione al condono (art. 12 della legge n. 289/2002 )».
RAINEWS24 - 04/05/2012 - SEQUESTRA IMPIEGATO, RISCHIA OTTO ANNI
Duemila euro di debiti, precisa Equitalia. Tanto è bastato a Luigi Martinelli per barricarsi all'interno delle Agenzie delle Entrate di Romano di Lombardia, assieme a un ostaggio, a un vice brigadiere dei Carabinieri e a un piccolo arsenale. Oggi ha avuto un colloquio con uno psicologo del carcere e ha ricevuto la visita del senatore Roberto Calderoli e dell'onorevole Giacomo Stucchi.
Nell'interrogatorio di domani provera' a spiegare i motivi del suo gesto che il procuratore aggiunto di Bergamo, Massimo Meroni, definisce "di protesta dimostrativa non oggettivamente giustificata". Se ne e' gia' reso conto, sa di aver fatto "un'azione inconsulta" e ha ammesso tutte le sue responsabilita'. L'accusa nei suoi confronti e' sequestro di persona, che puo' costargli da sei mesi a otto anni di carcere. E tutto per un piccolo debito, il canone Rai e poco altro. "Meno di 1000 euro, non noccioline ma neanche abbastanza per giustificare una particolare disperazione". In serata Equitalia fa sapere, in una nota, che la somma ammonta in realta' "a circa 2 mila euro ed e' relativa a canoni Rai e imposte richieste dal Consorzio di bonifica della Media Pianura Bergamasca": debiti per cui Equitalia "non ha attivato alcuna azione esecutiva di recupero. Nel 2001 al signor Marinelli era stata notificata una cartella di oltre 32 mila euro, pagata il 9 ottobre 2003 con l'adesione al condono". L'attivita' di Martinelli, un'impresa di pulizie, ai Carabinieri risulta ancora aperta anche se probabilmente di fatto inattiva. "Non ci risultava fosse in cattive acque", spiegano. E invece ieri qualcosa e' scattato nella sua testa e il suo carattere da "mite e tranquillo", come lo descrivono tutti, dagli inquirenti ai suoi concittadini, e' diventato rabbioso e aggressivo.
Spara e prende un ostaggio
Poco prima delle 15 entra nell'ufficio, tira fuori dal giubbotto il fucile a pompa carico, cosi' come le due pistole con oltre cento munizioni e un coltello custoditi in uno zainetto, e chiarisce le sue intenzioni: "Tutti quelli che devono pagare vadano via, i dipendenti restano". Spara un colpo in aria, poi vede piangere le impiegate donne e le libera, tenendo solo quattro uomini. Questa e' la scena che il vice brigadiere Roberto Lorini si trova davanti quando entra nell'ufficio. A quel punto Martinelli libera tre dipendenti e tiene solo Carmine Mormandi, scelto non a caso. "Pare avesse avuto con lui un diverbio in passato", spiegano gli inquirenti. "Mai visto in vita mia, da 4 anni non lavoro piu' a contatto con il pubblico", spiega Mormandi. Nelle lunghe ore successive, Martinelli parla molto, se la prende in continuazione nei confronti della Rai e poi vuole parlare con le televisioni e con il presidente Monti "per rappresentargli non tanto il mio disagio personale quanto un problema piu' generale. "Se ne stanno suicidando troppi", ripete, spiegando di voler andare avanti "fino a mezzanotte". Poi e' troppo stanco, si fida di Lorini, lascia andare l'ostaggio, ringrazia il vicebrigadiere e, poco prima delle 21, si fa ammanettare. "E ora che mi succede?, mi dite cosa mi succede?", ha chiesto alle persone che incontra nel carcere di Bergamo dove si trova in isolamento nella 'sezione protetti', sottoposto a "grandissima sorveglianza". Oggi ha avuto un colloquio con uno psicologo del carcere e ha ricevuto la visita del senatore Roberto Calderoli e dell'onorevole Giacomo Stucchi che gli offrono un legale pagato dalla Lega Nord. "E' rimasto stupito dal fatto che gli hanno attribuito un contenzioso da appena mille euro e invece erano 44 mila", ha detto Calderoli. Intanto, domani, Martinelli provera' a spiegare la sua verita' al gip.
Befera: la tempesta passerà
"La tempesta passerà, ciò di cui abbiamo bisogno è chiarezza e condivisione" scrive il direttore dell'Agenzia delle entrate, Befera, ai dipendenti, dopo il sequestro di un impiegato in provincia di Bergamo. "Il problema di fronte al quale ci troviamo non si può liquidare come un problema dell'Agenzia delle entrate o di Equitalia. E' invece un problema cruciale per il Paese". Befera esprime poi "ammirazione per il coraggio e la dignità" di cui ha dato prova Carmine Mormandi, l'impiegato tenuto in ostaggio per molte ore.
IL SECOLO XIX - 04/05/12 - MARTINELLI, DUBBI SUL DEBITO
Armato, si barrica in una sede dell’Agenzia delle Entrate Ostaggi all’Agenzia delle entrate, poi la resa La marcia delle vedove bianche Bergamo - La Rai è quasi un’ossessione per Luigi Martinelli. Il canone Rai e pochi altri pagamenti arretrati per un debito complessivo, secondo i magistrati, non superiore ai 1000 euro. «Duemila», hanno precisato da Equitalia. Tanto sarebbe bastato a Luigi Martinelli per vivere un pomeriggio di straordinaria follia e barricarsi all’interno della sede dell’agenzie delle Entrate di Romano di Lombardia insieme con un ostaggio, un vicebrigadiere dei carabinieri e un piccolo arsenale. Davvero troppo, per mille (o anche 2mila) euro. E in effetti, qualcosa non torna, come ha spiegato oggi pomeriggio il senatore Roberto Calderoli e l’onorevole Giacomo Stucchi, che l’hanno incontrato in carcere e gli hanno offerto un avvocato pagato dalla Lega Nord: «È rimasto stupito dal fatto che gli hanno attribuito un contenzioso da appena 1000 euro, quando invece si tratta di 44 mila». Comunque sia, è nell’interrogatorio di domani che Martinelli proverà a spiegare i motivi del suo gesto, che il procuratore aggiunto di Bergamo, Massimo Meroni, ha definito «di protesta dimostrativa non oggettivamente giustificata». Martinelli se n’è già reso conto, sa di avere fatto «un’azione inconsulta» e ha ammesso tutte le sue responsabilità. L’accusa nei suoi confronti è sequestro di persona, che può costargli da sei mesi a 8 anni di carcere. Qualunque sia la cifra, sio tratterebbe di debiti per cui Equitalia, come ha spiegato la stessa società in una nota, «non ha attivato alcuna azione esecutiva di recupero. Nel 2001 al signor Marinelli era stata notificata una cartella di oltre 32mila euro, pagata il 9 ottobre 2003 con l’adesione al condono». L’attività di Martinelli, un’impresa di pulizie, ai carabinieri risulta ancora aperta, anche se probabilmente di fatto inattiva: «Non ci risultava fosse in cattive acque», spiegano. Invece ieri qualcosa è scattato nella sua testa e il suo carattere da «mite e tranquillo», come lo descrivono tutti, dagli inquirenti ai suoi concittadini, è diventato rabbioso e aggressivo. Poco prima delle 15 entra nell’ufficio, tira fuori dal giubbotto il fucile a pompa carico, così come le due pistole con oltre cento munizioni e un coltello custoditi in uno zainetto, e chiarisce le sue intenzioni: «Tutti quelli che devono pagare vadano via, i dipendenti restano». Spara un colpo in aria, poi vede piangere le impiegate donne e le libera, tenendo solo quattro uomini. Questa è la scena che il vicebrigadiere Roberto Lorini si trova davanti quando entra nell’ufficio. A quel punto Martinelli libera tre dipendenti e tiene solo Carmine Mormandi, scelto non a caso: «Pare avesse avuto con lui un diverbio in passato», spiegano gli inquirenti. «Mai visto in vita mia, da 4 anni non lavoro più a contatto con il pubblico», ha spiegato Mormandi. Nelle lunghe ore successive, Martinelli parla molto, se la prende in continuazione con la Rai e poi vuole parlare con le televisioni e con il presidente Monti, «per rappresentargli non tanto il mio disagio personale quanto, un problema più generale: se ne stanno suicidando troppi», ripete, spiegando di volere andare avanti «fino a mezzanotte». Poi è troppo stanco, si fida di Lorini, lascia andare l’ostaggio, ringrazia il vicebrigadiere e, poco prima delle 21, si fa ammanettare: «E ora che mi succede? Mi dite cosa mi succede?», ha chiesto alle persone che incontra nel carcere di Bergamo dove si trova in isolamento nella sezione Protetti, sottoposto a «grandissima sorveglianza».
sabato 31 marzo 2012
CORRIERE DELLA SERA - 31/03/12 - MOSSA DI CASINI: RINUNCIO AI BENEFIT
Sorpresa la decisione del leader udc è stata comunicata via lettera. Sorpresa del presidente Fini l'irritazione di Violante: fiera dell'ipocrisia, deciderò nel 2013
In cima al palazzo di Montecitorio, nella magnifica altana dalle cui vetrate cui si gode una vista choc sul Quirinale a la cupola di San Pietro, i collaboratori di Pier Ferdinando Casini stanno riempiendo a razzo i cartoni. «Senza lacrime...», scherza l'onorevole Roberto Rao. L'ex presidente della Camera ci ha pensato su una manciata di ore, quindi ha ordinato il trasloco «con effetto immediato». Visto l'assottigliarsi delle buste paga dei comuni mortali non sarebbe stato carino, ha pensato il leader del Terzo polo, continuare a godere delle prerogative riservate alle già terze cariche dello Stato. Gli elettori sembrano aver apprezzato il colpo di scena. Il problema è che Gianfranco Fini non se lo aspettava. La lettera di Casini è piombata al mattino sul tavolo del presidente e sembra non sia stata una sorpresa graditissima. La missiva con cui il leader del Terzo polo rinuncia all'ufficio, alla segreteria e all'auto di servizio di cui, a partire dal 2013, avrebbe potuto godere per altri dieci anni, ha spiazzato l'attuale inquilino della Camera. Nello staff del presidente la rinuncia di Casini è stata accolta come una sconfessione del voto con cui, due giorni fa, l'Ufficio di presidenza ha sforbiciato i servizi di cui godevano gli ex presidenti. Irene Pivetti e Pietro Ingrao, che ieri ha compiuto 97 anni, hanno perso di colpo le loro spettanze, mentre a Casini, Bertinotti e Violante la Camera ha concesso una deroga di due lustri. Adesso è tutto da rifare. «La decisione può essere corretta - si augura il capogruppo di Fli Benedetto Della Vedova». E poi, su Casini: «Sarebbe bene che queste cose venissero decise in seno alle istituzioni e avendo più attenzione agli effetti». La prossima settimana Fini dovrà convocare un'altra riunione e, se qualcuno dei componenti dell' Ufficio di presidenza solleverà la questione, mettere ai voti una nuova delibera. «Credo che Fini, conoscendo la sua lungimiranza e avvedutezza - non vede alternative il questore del Pdl Antonio Mazzocchi - prenderà qualche iniziativa». È l'unica via di uscita, perché il fronte dei tre beneficiari si è spaccato. Casini ha fatto il «bel gesto». L'ex segretario di Rifondazione si atterrà «come sempre alle decisioni delle istituzioni», ergo rinuncerà ai benefit solo se gli verrà richiesto. Luciano Violante invece ha reso noto tutto il suo disappunto: «Non ho mai partecipato a fiere dell'ipocrisia e non intendo farlo neanche questa volta. Né intendo compiere esibizionismi». Il responsabile Riforme del Pd continuerà a usufruire dei benefici e, in assenza di «diverse decisioni della Camera», a fine legislatura sceglierà il da farsi. Ed ecco la lettera con cui Casini ha scatenato il putiferio. All'«illustre presidente» Fini, il predecessore ricorda di aver servito la Camera dal 2001 al 2006 «con onestà ed equilibrio». E ancora, nel merito: «Ringrazio lei e i colleghi ma Le comunico che non intendo avvalermi della delibera e rinuncio, con effetto immediato, a ogni attribuzione e benefit connessi a questo stato». Parole da cui trapela il disappunto per un provvedimento che rischiava di esporlo all' assalto dei nemici della casta. «Sai che rinuncia... - annota su Twitter il leghista Giacomo Stucchi - Sono gli stessi benefit di cui gode come capogruppo udc!». L'Idv invece plaude e chiede a Bertinotti, Violante e Fini di fare altrettanto. I benefit l'auto blu gli ex presidenti di Montecitorio beneficiano, tra le altre cose, di un'auto di servizio a disposizione per eventuali necessità o appuntamenti l'ufficio con la delibera varata ieri dall'Ufficio di presidenza, gli ex presidenti perdono l'ufficio di rappresentanza in passato destinato loro alla cessazione del mandato. Il personale oltre all'ufficio gli ex presidenti hanno a disposizione il personale di segreteria. Irene Pivetti si è lamentata per la sorte dei «suoi» dipendenti. I biglietti per gli ex presidenti di Montecitorio anche un plafond di ticket aerei: con le nuove regole Fini, Violante e Bertinotti potranno usufruirne fino al 2023
martedì 13 marzo 2012
LA REPUBBLICA - 13/03/12 - LA CAMERA APPROVA IL DL SEMPLIFICAZIONI. GOVERNO BATTUTO TRE VOLTE SUGLI ODG
Il testo ottiene 442 voti a favore, 52 contro e affronta ora il vaglio del Senato. Ma passano a larghissima maggioranza tre ordini del giorno su cui l'esecutivo era contrario. Il primo riguarda l'Alcoa e un piano di rilancio del polo del Sulcis. Il secondo, un taglio del 50% sull'Imu prima casa per ciascun figlio disabile. Il terzo su una maggiore liberalizzazione delle edicole. Quarta caduta sfiorata sull'Imu nell'agricoltura.
La Camera ha approvato il decreto legge sulle semplificazioni 1 con 442 sì e 52 no. Il testo passa ora al vaglio del Senato. Contro il dl ha votato solo il gruppo della Lega. L'Idv, che aveva votato contro la fiducia 2 posta dal governo la scorsa settimana sul testo, al voto finale ha sostenuto il provvedimento. Il ministro per la Funzione Pubblica, Filippo Patroni Griffi, si dice "molto soddisfatto, lo ero per il decreto legge e lo sono ancora di più ora perché il testo ne esce arricchito". Ma la realtà è che durante l'esame degli ordini del giorno, il governo è andato in sofferenza, battuto in Aula per tre volte, su odg presentati da Pdl e Lega Nord. Patroni Griffi, comunque, non si scompone: "E' assolutamente fisiologico, lo è per gli emendamenti, a maggior ragione può esserlo per gli ordini del giorno. La dialettica è normale, è giusto che il Parlamento dia degli indirizzi e che il governo si adegui". Il primo odg si riferisce alla vicenda Alcoa di Portovesme. Il testo, su cui il governo aveva espresso parere contrario, è passato sostanzialmente all'unanimità a parte i sei no dei deputati radicali. Presentato da due deputati sardi del Pdl, Cicu e Testoni, l'odg impegna il governo tra l'altro "a predisporre, di concerto con la regione Sardegna, un apposito piano integrato di rilancio del Polo energetico e industriale del Sulcis". Il Pd, che inizialmente votava contro, conformemente al parere del governo, a votazione aperta si è espresso a favore dell'odg del Pdl. Ironico commento di Giacomo Stucchi, della Lega nord: "E come volevasi dimostrare, sul primo ordine del giorno il governo soccombe. Senza voti di fiducia non vanno da nessuna parte". Poco dopo, governo battuto anche su un ordine del giorno della Lega, in cui si impegna l'esecutivo a considerare la necessità di integrare le detrazioni previste per la prima casa sull'Imu con un ulteriore taglio del 50% per ciascun figlio disabile grave non autosufficiente. Il testo presentato da Marco Rondini, su cui l'esecutivo aveva dato parere contrario, è passato anche in questo caso a larghissima maggioranza: 499 sì, 5 no e 7 astenuti. Il governo ha dapprima sfiorato il terzo ko, per un parere - inizialmente contrario - su un documento di Noi Sud sull'Imu nell'agricoltura, prima firma quella di Elio Belcastro. Il ministro Patroni Griffi ne ha prima chiesto la riformulazione, pena parere contrario, non accettata da Belcastro che ha chiesto la votazione dell'assemblea. Numerosi deputati sono intervenuti a sostegno dell'odg, fra cui il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, che ha sollecitato il governo a intervenire per il settore agricolo. A quel punto Patroni Griffi ha fatto marcia indietro, rimettendosi all'Aula. L'ordine del giorno è stato quindi votato e approvato. Il testo prevede l'impegno per l'esecutivo a "promuovere una revisione del meccanismo del'Imu di cui le aziende agricole sentiranno tutto il peso, prevedendo una tassazione diversa per stabili agricoli non più funzionali all'attività e trasformati in abitazione e per i fabbricati che servono al lavoro e da sempre sono stati inseriti nel valore dei terreni". La terza battuta d'arresto del governo è comunque arrivata, per il parere contrario dell'esecutivo su un documento dei deputati Pdl Mazzuca e Marinello, che punta a una maggiore liberalizzazione delle edicole (in pratica, si chiede di consentire ai giornalai la vendita di quotidiani in altri punti nella stessa zona dove è situata l'edicola che si possiede). Il ministro della Pubblica amministrazione Filippo Patroni Griffi ha confermato il parere contrario, nonostante da Pdl e Udc sia arrivata la richiesta di modificarlo. "La questione sarà affrontata nel provvedimento sulle liberalizzazioni", ha spiegato. Gianfranco Fini ha tentato di salvare l'esecutivo dalla bocciatura. "Le ricordo che è un ordine del giorno", ha detto il presidente della Camera al ministro. Dello stesso tenore l'intervento di Casini, ma Patroni Griffi non ha cambiato idea. L'odg è stato quindi approvato con 413 sì, 77 no e 16 astenuti. Reduce dalla giornata difficile alla Camera, il governo ha deciso di porre la fiducia sul decreto Ambiente a Montecitorio.
La Camera ha approvato il decreto legge sulle semplificazioni 1 con 442 sì e 52 no. Il testo passa ora al vaglio del Senato. Contro il dl ha votato solo il gruppo della Lega. L'Idv, che aveva votato contro la fiducia 2 posta dal governo la scorsa settimana sul testo, al voto finale ha sostenuto il provvedimento. Il ministro per la Funzione Pubblica, Filippo Patroni Griffi, si dice "molto soddisfatto, lo ero per il decreto legge e lo sono ancora di più ora perché il testo ne esce arricchito". Ma la realtà è che durante l'esame degli ordini del giorno, il governo è andato in sofferenza, battuto in Aula per tre volte, su odg presentati da Pdl e Lega Nord. Patroni Griffi, comunque, non si scompone: "E' assolutamente fisiologico, lo è per gli emendamenti, a maggior ragione può esserlo per gli ordini del giorno. La dialettica è normale, è giusto che il Parlamento dia degli indirizzi e che il governo si adegui". Il primo odg si riferisce alla vicenda Alcoa di Portovesme. Il testo, su cui il governo aveva espresso parere contrario, è passato sostanzialmente all'unanimità a parte i sei no dei deputati radicali. Presentato da due deputati sardi del Pdl, Cicu e Testoni, l'odg impegna il governo tra l'altro "a predisporre, di concerto con la regione Sardegna, un apposito piano integrato di rilancio del Polo energetico e industriale del Sulcis". Il Pd, che inizialmente votava contro, conformemente al parere del governo, a votazione aperta si è espresso a favore dell'odg del Pdl. Ironico commento di Giacomo Stucchi, della Lega nord: "E come volevasi dimostrare, sul primo ordine del giorno il governo soccombe. Senza voti di fiducia non vanno da nessuna parte". Poco dopo, governo battuto anche su un ordine del giorno della Lega, in cui si impegna l'esecutivo a considerare la necessità di integrare le detrazioni previste per la prima casa sull'Imu con un ulteriore taglio del 50% per ciascun figlio disabile grave non autosufficiente. Il testo presentato da Marco Rondini, su cui l'esecutivo aveva dato parere contrario, è passato anche in questo caso a larghissima maggioranza: 499 sì, 5 no e 7 astenuti. Il governo ha dapprima sfiorato il terzo ko, per un parere - inizialmente contrario - su un documento di Noi Sud sull'Imu nell'agricoltura, prima firma quella di Elio Belcastro. Il ministro Patroni Griffi ne ha prima chiesto la riformulazione, pena parere contrario, non accettata da Belcastro che ha chiesto la votazione dell'assemblea. Numerosi deputati sono intervenuti a sostegno dell'odg, fra cui il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, che ha sollecitato il governo a intervenire per il settore agricolo. A quel punto Patroni Griffi ha fatto marcia indietro, rimettendosi all'Aula. L'ordine del giorno è stato quindi votato e approvato. Il testo prevede l'impegno per l'esecutivo a "promuovere una revisione del meccanismo del'Imu di cui le aziende agricole sentiranno tutto il peso, prevedendo una tassazione diversa per stabili agricoli non più funzionali all'attività e trasformati in abitazione e per i fabbricati che servono al lavoro e da sempre sono stati inseriti nel valore dei terreni". La terza battuta d'arresto del governo è comunque arrivata, per il parere contrario dell'esecutivo su un documento dei deputati Pdl Mazzuca e Marinello, che punta a una maggiore liberalizzazione delle edicole (in pratica, si chiede di consentire ai giornalai la vendita di quotidiani in altri punti nella stessa zona dove è situata l'edicola che si possiede). Il ministro della Pubblica amministrazione Filippo Patroni Griffi ha confermato il parere contrario, nonostante da Pdl e Udc sia arrivata la richiesta di modificarlo. "La questione sarà affrontata nel provvedimento sulle liberalizzazioni", ha spiegato. Gianfranco Fini ha tentato di salvare l'esecutivo dalla bocciatura. "Le ricordo che è un ordine del giorno", ha detto il presidente della Camera al ministro. Dello stesso tenore l'intervento di Casini, ma Patroni Griffi non ha cambiato idea. L'odg è stato quindi approvato con 413 sì, 77 no e 16 astenuti. Reduce dalla giornata difficile alla Camera, il governo ha deciso di porre la fiducia sul decreto Ambiente a Montecitorio.
domenica 11 marzo 2012
IL GIORNO - 11/03/12 - TRUFFE WEB, SGOMINATA BANDA GRAZIE A DUE BERGAMASCHI
Hanno collaborato con la polizia postale per fermare il sito di shopping online che aveva rifilato "bidoni" a decine di utenti di internet, molti dalla Bergamasca.
Grazie anche alla fondamentale collaborazione di due bergamaschi, il giornalista trevigliese Roberto Fabbrucci e il deputato della Lega Nord Giacomo Stucchi, la Polizia postale di Roma è riuscita a sgominare una banda di malviventi dedita alle truffe sul web ai danni di navigatori in cerca di acquisti convenienti. Fabbrucci è il coordinatore del gruppo nato su Facebook per raccogliere le denunce delle vittime (molti i bergamaschi) dell'organizzazione criminale, che sono state poi girate alle forze dell'ordine; Stucchi, invece, si è fatto promotore di un'interpellanza parlamentare, alla quale ha risposto il ministero dell'Interno, che ha dato un impulso decisivo all'inchiesta. Al termine dell'operazione, i poliziotti della Capitale hanno denunciato quattro persone, tra cui colui che è considerato l'ideatore della truffa online, P.V., pluripregiudicato romano, titolare del sito Madhitec finito nel mirino della magistratura (era postato sul server Aruba Spa di Arezzo) e hanno sequestrato diversi conti correnti, 50mila euro, pc portatili, telefonini, hard disc e numerosa documentazione riguardante il sito. La vicenda è venuta a galla durante le scorse festività natalizie,grazie proprio all'opera del gruppo Facebook "Madhitec Shop online", costituito da circa 280 utenti, che si sono organizzati informando la stampa e i siti specializzati nell'acquisto via web. L'opera di sensibilizzazione ha provocato anche l'intervento degli inviati della trasmissione delle Iene. Di grande importanza è stata la collaborazione tra i cittadini truffati e le forze dell'ordine. Gli amministratori del gruppo Facebook, infatti, hanno organizzato una vera e propria azione coordinata, soprattutto richiedendo ai soci di formalizzare la denuncia e inviarla all'amministratore incaricato di catalogarle. Successivamente le copie delle denunce e delle informazioni raccolte (bonifici, distinte di versamento) sono state inviate alla Polizia giudiziaria della Questura Università di Roma, diretta dalla dottoressa Lucia Franchini. Le ricerche dei poliziotti hanno quindi portato all'oscuramento del sito Madhitec e al sequestro dei conti correnti dove P.V. faceva effettuare i bonifici: Monte Paschi di Siena, Intesa San Paolo, Cassa di Risparmio di Civitavecchia, Banca delle Marche e Credito Artigiano di Roma.
Grazie anche alla fondamentale collaborazione di due bergamaschi, il giornalista trevigliese Roberto Fabbrucci e il deputato della Lega Nord Giacomo Stucchi, la Polizia postale di Roma è riuscita a sgominare una banda di malviventi dedita alle truffe sul web ai danni di navigatori in cerca di acquisti convenienti. Fabbrucci è il coordinatore del gruppo nato su Facebook per raccogliere le denunce delle vittime (molti i bergamaschi) dell'organizzazione criminale, che sono state poi girate alle forze dell'ordine; Stucchi, invece, si è fatto promotore di un'interpellanza parlamentare, alla quale ha risposto il ministero dell'Interno, che ha dato un impulso decisivo all'inchiesta. Al termine dell'operazione, i poliziotti della Capitale hanno denunciato quattro persone, tra cui colui che è considerato l'ideatore della truffa online, P.V., pluripregiudicato romano, titolare del sito Madhitec finito nel mirino della magistratura (era postato sul server Aruba Spa di Arezzo) e hanno sequestrato diversi conti correnti, 50mila euro, pc portatili, telefonini, hard disc e numerosa documentazione riguardante il sito. La vicenda è venuta a galla durante le scorse festività natalizie,grazie proprio all'opera del gruppo Facebook "Madhitec Shop online", costituito da circa 280 utenti, che si sono organizzati informando la stampa e i siti specializzati nell'acquisto via web. L'opera di sensibilizzazione ha provocato anche l'intervento degli inviati della trasmissione delle Iene. Di grande importanza è stata la collaborazione tra i cittadini truffati e le forze dell'ordine. Gli amministratori del gruppo Facebook, infatti, hanno organizzato una vera e propria azione coordinata, soprattutto richiedendo ai soci di formalizzare la denuncia e inviarla all'amministratore incaricato di catalogarle. Successivamente le copie delle denunce e delle informazioni raccolte (bonifici, distinte di versamento) sono state inviate alla Polizia giudiziaria della Questura Università di Roma, diretta dalla dottoressa Lucia Franchini. Le ricerche dei poliziotti hanno quindi portato all'oscuramento del sito Madhitec e al sequestro dei conti correnti dove P.V. faceva effettuare i bonifici: Monte Paschi di Siena, Intesa San Paolo, Cassa di Risparmio di Civitavecchia, Banca delle Marche e Credito Artigiano di Roma.
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