giovedì 6 febbraio 2014

F! FORMICHE - 06/02/14 - Snam, Terna e Alitalia, perché i capitali esteri possono nuocere alla sicurezza nazionale. Parla Stucchi (Copasir)

Il processo di privatizzazioni di Cdp Reti, il veicolo di Cassa depositi e Prestiti a cui è stato ceduto il 15% di Snam e a cui dovrà essere conferito il 29,9% di Terna è entrato nel vivo. A fine gennaio è scaduto il termine per la presentazione delle manifestazioni di interesse, che sarebbero pervenute da qualche fondo sovrano dei Paesi del Golfo Persico, da compagnie australiane e canadesi e dal colosso delle reti di Pechino, State Grid of China.
L’operazione consentirà, nelle intenzioni del governo, di incassare 7 miliardi di euro. Ma la possibilità che il controllo o la partecipazione in infrastrutture strategiche come le reti energetiche possano avere come soci forti compagnie o governi stranieri preoccupa il senatore leghista Giacomo Stucchi (nella foto), presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica.
In una conversazione con Formiche.net, il numero uno del Copasir spiega perché fare cassa con Cdp Reti potrebbe non coincidere con l’interesse nazionale dell’Italia. E sull’affare Alitalia-Etihad dice…
Presidente, come valuta l’intenzione del governo di aprire all’entrata di società straniere in Cdp Reti?
Ogni volta che si parla di cedere o condividere con soci non italiani realtà di questo tipo, ovvero infrastrutture strategiche e delicate come sono le reti energetiche – ma non solo -, bisogna andare coi piedi di piombo, sia che meditino di entrare nel capitale con quote di minoranza o di controllo. È importante che i singoli dossier vengano valutati con estrema attenzione e che ne siano analizzati non solo i vantaggi, ma anche le ripercussioni.
Quali crede siano le scelte che opererà il governo? E come valuta il suo operato sinora su questa vicenda?
La tendenza mi pare sia quella di fare cassa quanto più possibile. Senza dubbio è importante attrarre investimenti stranieri, ma ciò che porta più denaro – almeno in questi settori – può non essere la cosa migliore per il Paese. Bisogna evitare che scelte oggi felici sul piano finanziario, possano essere devastanti negli anni a venire, diventando controproducenti.
Di quali strumenti di pressione nei confronti di Palazzo Chigi intende avvalersi il Comitato che lei presiede?
In attesa di conoscere gli orientamenti del Ggverno, auspico che il Comitato venga informato in modo puntuale e completo. Solo così potremo offrire un contributo alla salvaguardia del bene collettivo. Proveremo ad avere notizie già nelle prossime settimane quando ascolteremo l’Autorità delegata per la Sicurezza della Repubblica, il senatore Marco Minniti. Spero che comunque Palazzo Chigi, come nel caso Telecom, tenga quantomeno in considerazione le nostre preoccupazioni, peraltro evidenziate in molti rapporti dell’intelligence, che fa un buon lavoro di informazione. E soprattuto auspico che chi di dovere sappia analizzare le tante comunicazioni sull’argomento dette – e non solo scritte – dai Servizi.
Tra i potenziali investitori, quali sono i partner più auspicabili secondo lei?
Sicuramente con australiani e canadesi c’è maggiore affinità culturale rispetto al mondo arabo o alla Cina. Ma il vero discrimine, a mio parere, è il tipo di investimento che si vuole operare. Se i nuovi partner sono interessati a un investimento puramente finanziario o se vogliono avere voce in capitolo nelle scelte gestionali e quindi orientare anche le politiche del nostro Paese in tema di approvvigionamento, autonomia e sicurezza energetica. In questo senso credo che solo le offerte mediorientali corrispondano al primo criterio. E dico di più: questi parametri andrebbero adottati anche in altre vicende che occupano le cronache di questi giorni, come l’affare tra Alitalia ed Etihad.
Che relazione c’è tra la sicurezza delle reti e il trasporto aereo?
Apparentemente nessuna, con i problemi analizzati fino ad ora. Eppure, anche in questo caso, non si può prescindere da una valutazione di interesse generale nel lungo periodo. È vero che la società degli Emirati potrebbe sembrare una soluzione ottimale, ma non vorrei che fosse l’ennesimo “cavallo di Troia” per entrare nel mercato europeo e poi abbandonare l’Italia al suo destino. Aspetti sui quali il governo dovrà chiedere le opportune garanzie.

venerdì 17 gennaio 2014

17/01/14 - L'ALTRO QUOTIDIANO - Carceri e immigrazione dividono e uniscono

di Francesco Maria Provenzano

Al termine della seduta antimeridiana vado a trovare nel suo ufficio a San Macuto il presidente del Copasir il senatore leghista Giacomo Stucchi, al quale chiedo un parere sul tema della legge elettorale. “Le motivazioni della Corte - mi risponde - reintroducono di fatto un sistema di voto da Prima Repubblica che pensavamo sepolto per sempre, insieme alle pessima politica di quegli anni. Non il sottoscritto ma esperti costituzionalisti fanno notare inoltre che molti aspetti della sentenza della Consulta lasciano perplessi e contraddicono l’indicazione del legislatore che aveva operato sulla base di un referendum popolare. La verità è che vogliono portarci indietro di vent’anni con una legge elettorale che favorisce gli inciuci dei partiti romani e taglia fuori dal Parlamento rappresentanze democratiche e fortemente radicate sul territorio “.

venerdì 13 dicembre 2013

IL FATTO QUOTIDIANO - 13/12/13 - Sciopero Forconi, bloccati gli accessi in Francia. Minacce a presidente Cna

Servizi segreti a Copasir: “Manca una regia unica”. Grande attenzione sui Forconi anche da parte dell’intelligence. Il direttore dell’Aisi, Arturo Esposito, in una lunga audizione al Copasir ha riferito che si tratta di un movimento senza una regia unica e che presenta una preoccupante saldatura tra soggetti diversi animati dai sentimenti di contrapposizione nei confronti dello Stato e delle istituzioni. ”Sono molto preoccupanti gli episodi di Torino e gli assalti alle sedi del Pd: significa che è necessario tenere alta l’attenzione”, ha detto il presidente del Copasir, Giacomo Stucchi, al termine dell’audizione. L’Aisi, ha spiegato Stucchi, “punta a capire quello che sta accadendo in questo movimento ed i relativi pericoli. Ora si registra disorganizzazione, manifestazioni annunciate e non fatte, è un fenomeno nuovo, partito in Sicilia due anni fa e che ha ramificazioni in tutta Italia”. “Sembra – ha proseguito il presidente del Copasir – che attualmente manchi una regia unica, ci sono diversi soggetti che si coordinano fra loro per mettere in atto iniziative”. Stucchi ha poi fatto notare che “il movimento sta evitando di farsi dare etichette politiche, se si mette un cappello politico rischia di perdere parte di quelli che protestano, qualsiasi bandiera divide

giovedì 14 novembre 2013

IL SOLE 24 ORE - 14/11/13 - Letta: la sicurezza dei cittadini è garantita. Gli 007 italiani estranei alla raccolta di dati

La sicurezza è garantita. Non c'è stata violazione dei dati di cittadini o di membri del governo. Lo ha sottolineato il premier, Enrico Letta, nella sua audizione al Copasir. Al comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, presieduto da Giacomo Stucchi, Letta ha assicurato che la macchina dei Servizi dopo 5 anni funziona a pieno ritmo, e garantisce la sicurezza dei cittadini. Il nostro Comparto Intelligence, ha inoltre riferito il premier, secondo quanto hanno spiegato il presidente del Copasir, Giacomo Stucchi e il vicepresidente, Giuseppe Esposito, non erano interessati al programma Tempora. L'Italia non ha partecipato al Datagate e i nostri 007 non hanno mai avuto un ruolo nelle intercettazioni massive. Stucchi: i nostri servizi segreti nel 2008 furono contattati dagli inglesi, ma non fu accolta la collaborazione «I nostri servizi segreti - ha spiegato il presidente del Copasir, Giacomo Stucchi, al termine dell'audizione a Palazzo San Macuto del premier Enrico Letta, sul caso Datagate - non erano a conoscenza del programma Tempora. Nel 2008 furono contattati dai Servizi inglesi, ma non fu accolta la richiesta di collaborazione». Era una fase particolare di ristrutturazione dei nostri Servizi segreti , ha spiegato Stucchi, «e nemmeno il programma Tempora era denominato in quel modo. La proposta riguardava un programma di scambio, il nostro Paese non poteva farlo perché le leggi lo impediscono. E quindi questa richiesta è stata cassata», ha tagliato corto Stucchi. Per il presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, «l'audizione di Letta è stata completa. Oltre alle informative sui casi di attualità come il Datagate e Nsa, il presidente del Consiglio ha relazionato anche su questioni di intelligence legate alla relazione annuale prevista dalla legge». Il perimetro delle rilevazioni di Snowden non è noto Quanto alle rivelazioni di Edward Snowden, la talpa del Datagate «Letta ha confermato che il perimetro di queste rivelazioni non è ancora ben noto, e bisognerà capire bene se quello che viene riportato è effettivamente vero o meno. E anche su questo -ha concluso Stucchi- esiste una legittima preoccupazione, ma non c'è stata nessuna violazione dei dati di cittadini italiani o di membri del governo». Intanto la conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha stabilito che il premier Letta riferirà alla Camera il 20 novembre, alle 9,30, sulla vicenda.

martedì 22 ottobre 2013

AFFARI ITALIANI - 22/10/12 - Nsagate/ Stucchi (Copasir) ad Affari: "Noi spiati? Non posso escluderlo

Anche l'Italia intercettata dagli Stati Uniti? "Chiediamo di conoscere se effettivamente sia successo qualcosa", spiega ad Affaritaliani.it il senatore Giacomo Stucchi, presidente del Copasir. "Il nostro compito è quello di controllare i servizi del nostro Paese e per quanto abbiamo verificato e appurato abbiamo avuto ampie rassicurazione sull'operato dei nostri servizi sui dati sensibili dei nostri concittadini. Per quanto riguarda gli Stati Uniti - aggiunge il numero uno del comitato di controllo - il tutto verrà chiarito nel gruppo di lavoro Ue-Usa, ma sicuramente non si può escludere nulla. E' opportuno che si verifichi e se qualcosa è accaduto è bene che venga reso noto. Siamo nel campo delle ipotesi, le rivelazioni dei dati forniti da Snowden devono essere verificate per la loro reale portata. Bisogna capire se si tratta di metadati (identificativi del chiamante, del chiamato e della durata) o se si tratta dei contenuti. Questo vale anche per sms ed email. In italia i metadati e i contenuti hanno lo stesso livello di tutela, molto elevato. Negli Usa i metadati sono molto più analizzabili mentre i contenuti sono soggetti a una normativa specifica. Chiederemo al governo di ottenere ulteriori informazioni. Ad oggi l'azione posta in essere dagli Usa non è chiara e non possiamo dire che è stato fatto oppure no, la volontà è quella di far chiarezza e ottenere tutte le informazioni il prima possibile. Ed è il governo l'interlocutore con gli Usa", conclude Stucchi.

venerdì 11 ottobre 2013

L'ALTRO QUOTIDIANO - 11/10/13 - Da Azzollini-Totò all'altolà del duo M5s sui clandestini

Martedì 8 ottobre il Senato è convocato alle ore 16 per proseguire l'esame del provvedimento di conversione del decreto-legge 31 agosto 2013 n. 101 recante disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni - Relatore Pagliari (ddl n. 1015). Sono in calendario anche la nota di aggiornamento del Documento economico finanziario 2013, un'informativa del presidente del Consiglio sul semestre di Presidenza italiana dell'Unione europea e l'incardinamento del decreto-legge su violenza di genere e sicurezza, ove approvato e trasmesso in tempo utile dalla Camera dei deputati. Arriva la notizia dell'inchiesta sulla maxi-truffa da 150 milioni di euro per la costruzione del porto di Molfetta (Bari) che vede coinvolto il presidente della Commissione Bilancio del Senato Antonio Azzollini , indagato insieme ad altre sessanta persone tra amministratori ed imprenditori per gravissimi reati, Paola Taverna capogruppo del Movimento 5 Stelle, dice: “Azzollini come Totò: ha portato avanti un progetto irrealizzabile: pertanto si dimetta da senatore e affronti il processo da semplice cittadino. Totò vendette la Fontana di Trevi. Ma quello era un film. Il presidente della Commissione Bilancio del Senato ed ex sindaco di Molfetta (Bari), il senatore Antonio Azzollini (Pdl), insieme ad altri sessanta indagati invece avrebbe avallato l'irrealizzabile progetto del Porto della cittadina pugliese, i cui fondali sono impraticabili per la presenza di migliaia di ordigni bellici. Ma questo non è un film e non c'è purtroppo niente da ridere visto che a pagare il conto di centinaia di milioni di euro sono i cittadini italiani. Azzollini-Totò si dimetta da ogni incarico. Subito". Nell’aria immobile di una mattina nebbiosa e piovosa, intervallata da acquazzoni, entro in Senato inzuppato d’acqua, vado alla buvette, bevo il mio cappuccino d’orzo, poi vado al Salone Garibaldi e trovo il collega di Radio Radicale Claudio Landi che sta intervistando il senatore del gruppo Autonomie Francesco Palermo. Subito dopo lo blocco anch'io: “L’Italia - sbotta - è una repubblica fondata sull’evasione fiscale. E costituendo l’Agenzia della Coesione Territoriale si crea una burocrazia centrale, svuotando le competenze legislative delle Regioni”.In apertura di seduta alle ore 16 il Presidente Grasso dà lettura del messaggio sulla situazione carceraria, inviato alle Camere dal Presidente della Repubblica, ai sensi dell'articolo 87, comma secondo della Costituzione, e richiama il pronunciamento dell'8 gennaio 2013 della Corte europea dei diritti dell'uomo (la cosiddetta sentenza Torregiani che conferma l'incapacità dello Stato italiano a garantire i diritti elementari dei reclusi). Ma ve ne abbiamo parlato abbondantemente in questi giorni, con lo strascico di polemiche destinate ad andare avanti per molto.Il presidente Pietro Grasso ha poi commemorato le vittime del Vajont nel cinquantesimo anniversario del disastro che provocò la morte di 1917 persone. Secondo il ministro dell'ambiente Orlando la tragedia del Vajont costituisce un monito rispetto ai rischi del dissesto idrogeologico: occorre approvare la legge sul consumo del suolo e stanziare risorse aggiuntive per interventi di messa in sicurezza del territorio, che vanno sottratti ai vincoli del Patto di stabilità. Per ricordare la tragedia del Vajont, che non fu conseguenza di una calamità naturale bensì di errori umani e scelte dettate dalla logica del profitto, hanno preso la parola i senatori Panizza (Aut-PSI), Cervellini (Misto-Sel), Raffaela Bellot (LN-Aut), Dalla Zuanna (SCpI), Girotto (M5S), Piccoli (PdL), Zanda (PD). L'Assemblea ha ripreso l'esame del ddl n. 1015 di conversione in legge del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, recante disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni.Nel Salone Garibaldi fermo il senatore socialista Enrico Buemi capogruppo socialista in Commissione Giustizia, al quale chiedo un giudizio sul messaggio di Napolitano. “Coraggioso, generoso e responsabile - mi risponde - perché fotografa in maniera puntuale e rigorosa la gravità della situazione della giustizia nel nostro Paese e l'emergenza cronica del sovraffollamento delle carceri. Evidenzia con puntualità le ipocrisie e le contraddizioni di una politica che non sa assumersi le sue responsabilità di fronte ad amnistie striscianti e individuali, derivanti dalle oltre 150 mila prescrizioni all'anno. Richiama l'attenzione delle forze politiche e di una opinione pubblica distratta sulla flagrante e permanente incostituzionalità delle detenzioni in condizioni che negano qualsiasi forma di finalità rieducativa, ripetutamente sanzionate dagli organismi internazionali. I socialisti, in sinergia con l'Unione delle Camere Penali Italiane, risponderanno al messaggio del Presidente della Repubblica con una propria iniziativa legislativa, aperta ai contributi di quanti vorranno adoperarsi per riportare l'Italia nel novero dei Paesi in cui la giustizia è rapida, rigorosa e rispondente ai principi della Costituzione. La riforma vera della giustizia italiana non può partire che da una presa d'atto di una gravissima situazione emergenziale – conclude Buemi - che impone coraggio per un cambiamento radicale della impostazione del sistema sanzionatorio e l'attuazione concreta e non solo formale del sistema delle garanzie, la cui assenza discrimina i cittadini di serie A rispetto a quelli di serie B, in funzione della propria capacità economica e quindi di difesa, nei confronti della necessità di uguaglianza davanti alla legge e della certezza del diritto, che deve riprendere il sopravvento rispetto a gestioni opportunistiche e spesso stravaganti" .Mercoledì 9 ottobre nell’aria immobile di una mattina nebbiosa e piovosa con un cielo plumbeo mentre una pioggerellina cade implacabile, arrivo al Senato e trovo nel Salone Garibaldi capannelli di senatori che commentano ancora il messaggio di Napolitano alle Camere sulle carceri e i provvedimenti proposti per alleggerire l'affollamento. L’Aula si è riunita in due sedute nell’antimeridiana alle ore 9,30 e in quella pomeridiana alle 16 con il seguente o.d.g.: seguito della discussione sulla Conversione in legge del decreto legge 31 agosto 2013, n. 101, recante disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni - Relatore Pagliari (Relazione orale).Tra una seduta e l’altra vado alla ricerca di qualche altro commento sul messaggio del Capo dello Stato e nella Sala degli Struzzi antistante l’Aula fermo il senatore sardo del Pd membro della Commissione Giustizia Giuseppe Cucca: “Diamo a Cesare quel che è di Cesare - dice. Il vero protagonista della politica di tutto questo periodo è uno solo, a dispetto di chi tenta di impossessarsi della scena politica con atti, gesti e comunicati che con la Politica, quella con la p maiuscola appunto, hanno poco a che vedere, quasi nulla. Grande, grandissimo Giorgio Napolitano. A dispetto di coloro che vorrebbero archiviarlo, intimoriti dal ruolo di custode e garante della Costituzione e supremo difensore degli interessi del Paese, svolto in maniera impeccabile, con il messaggio alle Camere di ieri ha dato a tutti un'altra lezione di altissima politica, definita da taluno - ed io condivido - una svolta epocale. Ha avuto il coraggio di trattare a viso aperto e senza infingimenti il tema della situazione carceraria in Italia, indicando una serie di provvedimenti da adottare, condivisi da tempo da molti, ma che nessuno aveva più il coraggio di sostenere. L'amnistia e l'indulto, associati ad un serio provvedimento di depenalizzazione dei tanti reati bagatellari che ingolfano gli uffici delle Procure, costituiscono l'unico modo per affrontare in maniera concreta il problema delle carceri in Italia, che ha ormai da tempo assunto contorni drammatici. Tali provvedimenti - dice Cucca - magari inquadrati nell'ambito di una riforma organica dell'intero settore Giustizia, lungi dal celare la volontà di favorire qualcuno, costituiscono l'unico modo per affrontare in modo definitivo le annose problematiche della situazione carceraria in Italia. L'amnistia e l'indulto sono provvedimenti previsti dalla nostra Costituzione, cui dal 1990, salvo l'indulto del 2006, non si è più fatto ricorso, generalmente per un fatto ideologico o per timore delle reazioni popolari. Era tempo che qualcuno avesse il coraggio di affrontare il tema a viso aperto. Ancora una volta, grazie al Presidente “! Nel corridoio dei busti incontro il senatore del Pd Felice Casson, vice presidente della Commissione Giustizia, al quale chiedo di darmi il suo parere sull’intervento di Napolitano. Ecco la risposta: “Il problema delle carceri, l'ultimo segmento del settore giustizia penale, va affrontato nel complesso comprendendo un processo di depenalizzazione dei reat e chiedendo di accelerare sull'esame dei disegni di legge sulla depenalizzazione e sulla revisione del sistema delle pene. Dalla denuncia del presidente della Repubblica - spiega - bisogna far discendere un percorso che può anche arrivare all'amnistia e all'indulto, ma che deve necessariamente ruotare intorno a una visione complessiva del sistema giustizia penale di cui fa parte anche la vergognosa situazione delle carceri. Per questo bisogna intervenire anche sulle misure alternative al carcere e sulla limitazione della carcerazione preventiva, così come va riesumato il fantomatico piano carceri, tanto sbandierato a suo tempo dal Pdl e di cui si è persa traccia. Ciò che il Parlamento può fare da subito - conclude Casson - è procedere ad una rapida approvazione delle nuove norme sulla depenalizzazione, attualmente all'esame della commissione Giustizia del Senato, ridisegnando il sistema delle pene secondo principi diversi dagli attuali e con un'attenzione ai meccanismi di rieducazione, reinserimento e delle pene alternative. Ciò che va sicuramente escluso da questo processo è qualsiasi norma a favore di singole persone".Entro alla buvette e trovo il presidente del Copasir, il leghista bergamasco Giacomo Stucchi, che mi invita a prendere una spremuta di pompelmo e mi dice: “Caro Francesco, a fronte di una crisi senza fine, certificata ogni giorno dai dati economici, i cittadini non vedono un governo in grado di venire incontro alle loro esigenze e, anzi, sono costretti ad assistere ai soliti giochetti di potere in corso nei palazzi romani. La verità è che la fiducia rinnovata dal Parlamento a Letta ha lasciato sul campo più dubbi e perplessità di prima, con la conseguenza di far rimanere l’esecutivo poggiato su piedi di argilla. Soprattutto perché Pd e Pdl continuano ad avere programmi fiscali ed economici molto diversi tra loro, come dimostra la vicenda dell'Imu".Giovedì 10, in apertura della seduta antimeridiana il presidente Grasso ha ricordato il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi, sottolineando, tra l'altro, che "quello che Verdi seppe interpretare è patrimonio di tutti noi, perché la cultura è la nostra identità che ci sostiene anche nelle prove più dure. Ancora oggi la sua musica, il suo ricordo, il suo pensiero vola sulle ali dorate di un'Italia che deve riscoprire la forza e la speranza del suo destino". Incontro davanti alla buvette il senatore calabrese del Pd (nativo di Castrolibero (CS), eletto nell’America centrale e settentrionale ma residente a Chicago) Renato Turano a cui chiedo un commento sul governo. "Partiamo - mi risponde - da un presupposto che non può essere ignorato: il governo Letta è fondamentale per le sorti del Paese e non, come qualcuno vuol far credere, per fantomatici equilibri di partito. Per questo le vicende giudiziarie di Berlusconi non avrebbero in alcun modo dovuto interferire con le sorti del governo. E alla fine, fortunatamente, non è accaduto. E' prevalso il buon senso. Ed è questo quello che conta. Adesso si potrà continuare a lavorare seriamente, e senza remore, per il futuro dell'Italia. Per noi è questo che conta: l'Italia e gli italiani". In apertura di seduta il Presidente di turno Calderoli ha censurato i senatori Bitonci, Consiglio, Crosio, Centinaio (LN-Aut) i quali, al termine della seduta antimeridiana, dopo aver esposto cartelli di protesta contro la soppressione del reato di immigrazione clandestina, hanno impedito l'esecuzione degli ordini della Presidente volti a ripristinare l'ordine in Aula.Con 137 voti favorevoli, 57 contrari e 1 astenuto, il Senato, nella seduta pomeridiana di giovedì 10 ottobre, approva, con modificazioni, il ddl n. 1015 di conversione in legge del decreto-legge n. 101, sulla razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni. Il testo passa adesso alla Camera. Dopo il voto all’uscita dell’Aula fermo il senatore del M5S Nicola Morra che mi fa notare: “Oggi il Senato ha licenziato il ddl 1015 con dichiarazione di voto negativa e costruita, con ironia, su interventi di colleghi di altri gruppi che in discussione generale, ma anche in dichiarazione di voto, hanno segnalato le criticità, tante ed importanti, del provvedimento, per poi votare a favore dello stesso, mostrando lucidità e coerenza. Ichino ha sostenuto che il testo del ddl in questione era comprensibile solo a pochi iniziati, escludendo che un qualunque senatore lo potesse capire“.Intanto si avvicina il collega dello stesso gruppo, il campano Sergio Puglia, che mi dice: “Lo avevamo detto fin dal primo momento: riteniamo che l'elezione di Napolitano alla Presidenza della Repubblica sia un problema per la tenuta della democrazia in Italia. Il presidente della Repubblica deve essere un garante delle Istituzioni. Ogni gruppo parlamentare è una componente della massima Istituzione democratica: il Parlamento. Il Presidente Napolitano è sceso in campo politicamente, bypassando l'Ufficio di garanzia a lui affidato. Il Pd ha rifiutato Rodotà e con questo ulteriore rifiuto ha sancito e dichiarato la vera volontà di non aver mai voluto governare con il Movimento 5 Stelle. Il Pd ha scelto il garante suo e dell'amico di sempre (Berlusconi). Napolitano ha dimostrato di non voler considerare con obiettività super partes questa nuova realtà parlamentare. In Parlamento non ci sono solo i partiti che se lo sono scelto e quelli con cui storicamente ha avuto a che fare. Non può prendere le parti solo dei suoi "elettori" ma deve garantire imparzialità (democrazia). Napolitano sta dimostrando di essere palesemente sfavorevole al Movimento 5 Stelle”.Ma la giornata offre un colpo di scena che attira tutta l’attenzione dei mass-media e della politica: l’attacco frontale di Beppe Grillo e Casaleggio ai loro stessi senatori che per aver presentato (e fatto approvare anche da Pd e Sel) in commissione Giustizia l’emendamento per l’abolizione del reato di clandestinità. Il duo dirigente del M5S sostiene che l’emendamento è un invito ai migranti ad imbarcarsi per l’Italia. Proprio come dice la Lega. Altro che autoritarismo di Napolitano! Peccato che nei corridoi non trovo più il senatore Puglia per chiedergli di aggiornare la sua dichiarazione...