giovedì 24 settembre 2009

L'AUTOMATICO.NET - 24/09/09 - L'1% DEL PREU ALL'ANMIL: PROPOSTA DELL'ON. STUCCHI (LEGA)

Una quota del Preu sulle New Slot a sostegno dell'Anmil, l'Associazione nazionale mutilati e invalidi sul lavoro. È quanto chiede l'onorevole della Lega Nord Padania Giacomo Stucchi, con una proposta di legge che è stata assegnata in sede referente alla VI Commissione Finanze della Camera lo scorso 14 settembre. L'art. 1 (Attribuzione di una quota del prelievo erariale unico), della proposta di legge, recita: "A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, una quota pari all'1 per cento del prelievo erariale unico di cui all'articolo 39, comma 13, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, e successive modificazioni, è attribuita all'Associazione nazionale fra mutilati ed invalidi del lavoro, per la realizzazione delle attività istituzionali della stessa Associazione".

venerdì 4 settembre 2009

SUPERABILE.IT - 04/09/09 - DISABILITA' E INVALIDITA', TANTI I PROVVEDIMENTI IN ATTESA DI ASSEGNAZIONE ALLE COMMISSIONI

In alcuni casi il loro iter si ferma al solo atto di presentazione. Tra questi la proposta di legge n. 706 di Mimmo Lucà, sulla delega al governo per la definizione di un sistema di protezione sociale per persone non autosufficienti e l’istituzione dell'Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilita
ROMA - Sono sempre numerose le proposte che riguardano la disabilità presentate in Parlamento. In alcuni casi però il loro iter si ferma per parecchio tempo al solo atto di presentazione. Scavando tra gli archivi di Camera e Senato si scopre così che addirittura ci sono testi che da oltre un anno sono in attesa dell'assegnazione alle commissioni competenti. E' il caso della proposta di legge n. 706 di iniziativa di Mimmo Lucà del Pd, sulla delega al governo per la definizione di un sistema di protezione sociale per persone non autosufficienti e istituzione dell'Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, depositata a Montecitorio il 5 maggio 2008. Più recenti invece le vicende relative ad altri atti ancora in attesa di assegnazione alle commissioni. Si tratta, alla Camera, delle proposte di legge: n. 2622 di Giacomo Stucchi della Lega, sull'attribuzione di una quota del prelievo erariale unico sugli apparecchi da divertimento e intrattenimento con vincita in denaro all'Associazione nazionale fra mutilati ed invalidi del lavoro, presentata il 20 luglio di quest'anno, e n. 2587, sempre di Stucchi, sulla modifica all'articolo 1 della legge 3 dicembre 1962, n. 1712, concernente la composizione dei comitati consultivi provinciali presso l'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, presentata il 7 luglio, n. 2634 di Domenico Di Virgilio del Pdl, sulle disposizioni per tutelare il diritto alla salute e agevolare l'assistenza domiciliare in favore delle persone disabili affette da patologie respiratorie croniche invalidanti, presentata il 23 luglio. Al Senato riguarda i seguenti disegni di legge: n. 1701 di Piergiorgio Massidda del Pdl, sulle disposizioni per assicurare un'adeguata assistenza sanitaria ai malati di Malattie Reumatiche Infiammatorie Croniche e Autoimmuni e dalle sindromi fibromialgiche, presentato il 21 luglio, n. 1679 di Donatella Poretti del Pd, sulle modifiche al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, e al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 479. Abolizione del monopolio legale dell'Inail in materia di assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali e n. 1678, sempre della Poretti, sulle modifiche all'articolo 63 della legge 23 dicembre 1978, n. 833. Abolizione dell'obbligo di iscrizione al Servizio sanitario nazionale per l'assicurazione obbligatoria contro le malattie, disegni di legge entrambi presentati il 15 luglio.

martedì 11 agosto 2009

IL GIORNALE.IT - 11/08/09 - PROPOSTE DI LEGGE: ANGELA NAPOLI NE HA FIRMATE 71

Produttività senza sosta, da stakanovista legiferante. Ad Angela Napoli, deputata del Pdl, va il titolo della più propositiva del Parlamento. Dall’inizio della legislatura sono 71 i testi di legge depositati alla Camera che portano la sua firma e trattano di fisco, scuola, banche, sanità e lavoro.Angela Napoli ha fatto meglio di Luca Volontè, dell’Udc, che è al secondo posto tra i più produttivi con 66 proposte di legge. Al terzo posto degli onorevoli prolifici c’è Gabriella Carlucci che ha presentato 66 testi, quasi tutti riguardanti il cinema e lo spettacolo. Giù dal podio, al quarto posto, si piazza il leader dell’Italia dei valori Antonio Di Pietro, primo firmatario da inizio legislatura di 43 provvedimenti. Lo stesso numero del deputato di centrodestra Giorgio Jannone. Dietro, si trovano il leghista Giacomo Stucchi e il collega del Pdl Emerenzio Barbieri (con 36 proposte ciascuno) e il leghista Davide Caparini (con 35).

SUPERABILE.IT - 11/08/09 - MUTILATI E INVALIDI, PROPOSTO UN CONTRIBUTO PER L'ASSOCIAZIONE

ROMA - All'Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro (Anmil) un contributo annuo pari al 2,5 per cento del gettito complessivo dell'addizionale istituita ai sensi dell'articolo 181 del testo unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, con vincolo di destinazione all'Istituto di riabilitazione e formazione (Irfa). Questo il contenuto della proposta di legge a firma del leghista Giacomo Stucchi, assegnata al vaglio della commissione Lavoro della Camera. L'Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro- spiega Stucchi nella relazione all'atto - rappresenta per centinaia di migliaia di lavoratori che hanno subito infortuni sul lavoro o malattie professionali il punto di riferimento naturale per ogni problematica connessa all'infortunio o alla malattia. Tra le complesse e articolate problematiche che vengono affrontate quotidianamente un posto centrale "è sicuramente occupato dalle tematiche riguardanti il ricollocamento lavorativo". Il testo prevede che l'Anmil lavoro trasmetta entro il 31 marzo di ciascun anno al ministero del Welfare, una relazione sull'utilizzazione del contributo nell'anno precedente.

sabato 8 agosto 2009

SUPERABILE.IT - 08/08/09 - DIABETE E OBESITA': IN UNA PROPOSTA DI LEGGE LA RICETTA PER SCONFIGGERLE

ROMA - Garantire il diritto dei cittadini a una più ampia e completa informazione sulle caratteristiche nutrizionali degli alimenti immessi in commercio, con particolare riferimento all'indicazione del livello dell'indice glicemico quale strumento di tutela della salute dei consumatori e di prevenzione dall'insorgenza, e di contrasto, di malattie ad ampia diffusione sociale, quali il diabete e l'obesità. Questa la finalità della proposta di legge a firma di due parlamentari del Carroccio, Giacomo Stucchi e di Marco Reguzzoni. Nel testo, assegnato al vaglio della commissione Affari sociali della Camera, si fanno alcune precisazioni di carattere nutrizionale. Gli alimenti si distinguono non solo in virtù delle loro proprietà nutrizionali relativamente all'apporto di carboidrati, proteine e grassi, ma anche in funzione del loro indice glicemico. L'aggettivo "glicemico" deriva dalla parola "glicemia", che sta a indicare la presenza di glucosio nel sangue. Esistono quindi - si legge nella relazione all'atto -alimenti con basso indice glicemico e altri alimenti con elevato indice glicemico. Gli alimenti a basso indice glicemico fanno alzare lentamente la glicemia, consentendo una metabolizzazione e un'assimilazione corrette degli zuccheri e dei carboidrati. I cibi ad alto livello glicemico, invece, inducono il pancreas a produrre una quantità eccessiva di insulina, generando uno squilibrio per il fisico e favorendo l'insorgenza di patologie come diabete, obesità, disturbi immunologici, cancro della mammella e cardiopatie.
Per i parlamentari oggi appare "inequivocabile l'importanza di garantire ai consumatori una più ampia trasparenza in merito all'indice glicemico degli alimenti". Per realizzare tale obiettivo si reputa dunque necessario introdurre l'obbligo di indicare il livello dell'indice glicemico su tutti i prodotti alimentari immessi in commercio; inserire una norma di garanzia relativa al consumo di prodotti alimentari nelle mense delle strutture pubbliche e delle strutture ospedaliere pubbliche e private, finalizzata a segnalare agli utenti i prodotti con un indice glicemico basso o moderato e inoltre prevedere che anche sul foglietto illustrativo dei prodotti farmaceutici sia indicato con chiarezza se il prodotto può essere assunto senza rischio dai soggetti affetti da diabete o da altra patologia che richiede il controllo del livello dell'indice glicemico.

martedì 28 luglio 2009

LIBERO - 28/07/09 - MEZZOGIORNO DI FUOCO. PER OGNI INCENDIO CINQUANTA FORESTALI

In Italia ci sono 68.000 guardie anti-rogo. Nella sola Sicilia ne hanno assunte 30mila, in Calabria 11mila. La Lega denuncia: se fossero quelli col contratto a termine ad appiccare le fiamme?Periodicamente, ogni anno, in coincidenza con il periodo estivo, il tema torna in auge. I roghi divampano e le fiamme bruciano, ora le coste, altre volte gli interni di una gran fetta del territorio nazionale. Guarda caso però, la sequenza interminabile di allarmi e corse all’acqua riguarda quasi esclusivamente le regioni del Sud. Sardegna, Sicilia e Calabria su tutte. AnsaVigili del fuoco al lavoro per spegnere un incendio. Si dirà, sono zone boschive per eccellenza, molto ventilate e quindi più facilmente “infiammabili”. Ed è una dato di fatto, molto parziale però. Perché i numeri dicono tanto altro. Dicono che in Italia sono impiegate circa 68 mila persone con compiti assimilabili a quelli delle guardie forestali. Di questi 60 mila lavorano nel Sud del Paese. Anzi in sole 5 regioni del Sud del Paese, le altre sono disperse nel resto della Penisola. Il primato (come si può vedere nella tabella in alto) spetta alla Sicilia con 30 mila addetti e passa. Poi c’è la Calabria, a quota 11 mila, la Basilicata, a 7 mila, la Sardegna, a quota 6500 e la Campania, una spanna sotto, ferma a 5 mila. Tutta colpa dello Stato, viene da pensare, che non interviene per risolvere la fuga al contrario dei forestali, sempre di più nel Mezzogiorno e ridotti a poche unità nel Nord del Paese. Ma, anche in questo caso, la verità coglie solo una parte marginale del problema. Le guardie forestali doc che operano in Italia sono, infatti, solo 8 mila. O meglio, le guardie forestali che dipendono dal ministero dell’Agricoltura come Corpo di Polizia ambientale (tutela dell’ambiente, sicurezza agroalimentare ecc.) sono pari a 8 mila unità. Tutte assunte con concorso e impiegate con un contratto a tempo indeterminato nelle 15 Regioni a Statuto ordinario. Il resto, i cosiddetti “operai forestali” (non sono un corpo di Polizia, ma si occupano di manutenzione dei boschi, regimentazione dell’acqua e avvistamenti antincendio) è a carico delle Regioni. E di questi, una gran fetta sono stagionali e contratti a termine. In altre parole: la sproporzione tra la due Italie dipende dalla singole amministrazioni locali e non certo da una cattiva gestione dello Stato. Un chiarimento, necessario, che però non risponde all’interrogativo di partenza. Perché l’Italia che brucia è sempre quella che va da Roma in giù, lì dove è impiegato il maggior numero di persone per prevenire e spegnare gli incendi? Servono altri numeri per provare a capire. In Sicilia ciascun forestale (inteso in senso ampio) svolge il suo lavoro su circa 12 ettari di territorio. Mentre in Emilia Romagna deve “badare” a 4.220 ettari. In Calabria, ogni addetto ha un raggio di competenza pari a 191 ettari, contro i 3.900 e passa del collega ligure. Eppure, dati 2008 alla mano, sui 5.868 incendi boschivi che hanno infiammato l’Italia la percentuale più alta spetta sempre alle solite note. La Campania è la regione più calda con 903 incendi. Seguono a ruota la Calabria (800), la Sardegna (723), la Sicilia (549) e la Puglia (536). In soldoni: in Sicilia sono impiegati 54 forestali per ogni incendio, in Calabria 13 e in Sardegna 8. Mentre se si sale sopra il Tevere, quasi sempre la proporzione non supera un addetto a rogo. E lo stesso discorso vale anche per la superficie distrutta. Secondo i dati pubblicati sul sito del Corpo Forestale dello Stato, infatti, il record va alla Puglia, con 4.089 ettari percorsi dal fuoco, poi ci sono Calabria (2.242), Campania (2.221), Sicilia (2.117) e Sardegna (1.766). Ancora loro, verrebbe da dire, ed è difficile trovare una spiegazione. A meno che non si voglia prendere per buona quella voce che circola da tempo tra gli addetti ai lavori e non solo. E che parla di fiamme e fuochi appiccati dolosamente. «C’è il rischio concreto - spiegano i deputati leghisti Fabio Rainieri e Giacomo Stucchi - che alcuni forestali che lavorano a termine appicchino gli incendi per farsi rinnovare il contratto».

giovedì 23 aprile 2009

LIBERO - 23/04/09 - BOSSI RILANCIA: SISTEMIAMO TUTTO ALLA CAMERA

di Matteo Pandini
Antonella da Varese lo urla forte e chiaro: «Berlusconi ci prende in giro, sarà anche il meno peggio manonmi fido. Non mifido degli alleati». Sandroda Chiari strilla: «Siamo invasi da extracomunitari». Un’altra ascoltatrice chiede: «E adesso? Usciranno mille clandestini?». Metà pomeriggio di ieri. Radio Padania Libera. Conduce Leo Siegel. La base del Carroccio è furibonda e scarica nell’etere la rabbia per il provvedimento sulla sicurezza approvato dal Senato. Non c’è traccia né delle ronde né della norma anti-clandestini (quella che prolungava fino a sei mesi la permanenza degli irregolari nei Cie, i centri di identificazione ed espulsione). Il tutto mentre un’altra battaglia leghista, quella sui medici che possono denunciare i clandestini, rischia di finire fuorigioco. Sull’argomento discuteranno i vertici di PdL e Carroccio settimana prossima. Il senatore alla radio. In collegamento da Roma, per rispondere alle domande degli ascoltatori, c’è il senatore Sandro Mazzatorta. Ma mentre il suo popolo schiuma rabbia, i dirigenti della Lega ostentano tranquillità. Dicono che è tutto sotto controllo. Addirittura festeggiano. Mazzatorta spiega: siamo già corsi ai ripari sui clandestini, con unordine del giorno chepropone normepiù severe. Di fatto, si lavora per un'intesa con gli alleati. Rischia di saltare la norma sui medici anti-irregolare si chiede di estendere fino a 18 mesi la loro permanenza nei Cie, «come prevede la direttiva europea». Sulle ronde, invece, la Lega conta di tornare alla proposta originaria, già approvata dal Senato e che attende il via libera della Camera. Una proposta che ha meno paletti: per esempio non è contemplato l’intervento del prefetto né l’elenco dei volontari anti-crimine. In pubblico il Carroccio mostra i muscoli, ma dietro le quinte sta già lavorando di lima per convincere gli alleati. In concreto, spera di portare a casa i sei mesi nei Cie (120 giorni a cui possono aggiungersene altri 60 per eventuali problemi burocratici spuntati nei paesi d’origine degli immigrati), mentre per i cosiddetti “volontari della sicurezza” (le famose ronde) ci sarebbe già una bozza condivisa con gli alleati. «Nonsiamo abituati ai compromessi al ribasso» tuona Mazzatorta. Però, mentre la maggioranza cerca una ricetta digeribile, nei prossimi giorni un migliaio di clandestini uscirà dai Cie. Il deputato Giacomo Stucchi allarga le braccia: la norma sugli irregolari era stata impallinata alla Camera da una decina di franchi tiratori del PdL, «un atteggiamento dissennato». Però tutto è recuperabile, dicono i lumbard. «Se alla fine portiamo a casa la norma sui Cie e le ronde otteniamo quello che volevamo. E non è detto si debba rinunciare alla legge sui medici» anti-clandestini, ragiona Stucchi. Tanto che il leader dei senatori del Carroccio, Federico Bricolo, sparge ottimismo a piene mani: «C’è un accordo in maggioranza per approvare nel ddl sicurezza che sta alla Camera sia le rondeche l’allungamento dei tempi dipermanenza dei clandestini nei Cie». Cota contro Franceschini. Il capogruppo alla Camera Roberto Cota se la prende col Pd: tutta colpa di Franceschini «se oltre mille clandestini usciranno dai Centri. Nonsi gioca su temi così delicati», visto che il leader dell’opposizione aveva contribuito ad affossare l’inasprimento della norma. Però Berlusconi aveva promesso di metterci una pezza entro il 26 aprile, impedendo l’apertura dei cancelli. Proposito difficile da mantenere, «ma non è ilmomento difare polemiche» taglia corto Cota. Che aggiunge: al Senato «non era possibile» rimediare allo scivolone di Montecitorio. Insomma, i padani cercano di salvare il salvabile. E pure sui medici-spia brigano per portare a casa qualcosa. Oggi la legge vieta ai dottori di denunciare i clandestini. I padani, spiega il capogruppo alla Camera, vogliono «eliminare le sacche di impunità nelle strutture pubbliche». Però «non mettiamo in dubbio la possibilità di curarsi». La Lega smentisce che l’aver ottenuto lo scalpo dell’election day (il referendum si voterà il 21 giugno e non il 7, insieme alle Europee) l’abbia costretta ad abbassare la voce. Ma mentre si dibatte sulla sicurezza, qualcuno guarda nervosamente il calendario: nei prossimi giorni al Senato arriva il federalismo.